Nativi digitali: un’infografica

Millennials
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EMMILE (Milano, 27-29.02.2011): iscrizioni aperte

Sono aperte le iscrizioni al convegno EMMILE in Libraries and Beyond - European Meeting on Media and Information Literacy Education (Milano, Auditorium Regione Lombardia, 27-29.02.2011). È assicurata la traduzione simultanea da/in italiano. L’accesso al convegno è libero, previa registrazione (scad. 10 febbraio 2012).

Ebook: criteri di selezione

Iniziano a uscire anche in lingua italiana i primi ebook per bambini (è di questi giorni la notizia dell’uscita dell’app di Chissà di Kite edizioni) e ci rendiamo conto che siamo poco equipaggiati per sceglierli, testarli e giudicarli. Insomma i criteri di selezione in questo settore sono fluidi e solo la pratica e una certa sensibilità permettono di effettuare scelte accurate. Per questo facciamo nostro questo post segnalato da Silvia (seguitela sul suo nuovissimo e interessantissimo blog Bibliosphera) e creato dai blogger di ALSC

Ecco le regole d’oro che dobbiamo sempre tenere a mente, sono regole di buonsenso ma sembra che quando ci mettiamo a leggere un ebook per bambini subiamo l’effetto wow e dimentichiamo tutti i buoni precetti di costruzione delle collezioni che abbiamo imparato.
Quindi, prima di scaricare, chiediamoci:

  1.  come arricchisce la narrazione? si tratta solo di rossetto sul maiale o davvero le interazioni danno nuovi sensi e percorsi semantici?
  2. disturba la fruizione lineare del testo? (su questo tema consigliato caldamente anche la bibbia italiana sull’e-book: La Quarta rivoluzione di Roncaglia)
  3. favorisce i diversi stili di apprendimento o si concentra solo su uno di essi? punta tutto, ad esempio, sulla vista tralasciando l’udito o sa bilanciare la sua offerta in maniera adattiva?
  4. rispetta i principi di usabilità e navigabilità o usa percorsi non standard e non a misura di bambino? Si può personalizzare e fare propria?
  5. è un’esperienza da ripetere o letto una volta non viene voglia di ripercorrerlo?

Tenete in mente questi consigli, fateli vostri e personalizzateli (e se vi va raccontate le vostre tecniche di scelta) la prossima volta che state per comprare una app. Noi stasera abbiamo comprato The three little pigsNumberlys e abbiamo sbirciato un’altra uscita italiana I fantafavolieri. Presto le nostre impressioni, stay tuned

Sfoglialibro: due o tre cose che so di lui

Nel 2012 Sfoglialibro, il supplemento di Biblioteche Oggi dedicato alle biblioteche per ragazzi e scolastiche cessa le pubblicazioni.
Siamo indubbiamente affezionati a questa testata che abbiamo in passato anche spogliato su questo blog, che ha ospitato articoli della nostra redazione, che ha festeggiato il primo compleanno di questo blog (nel numero di Luglio 2007) e di cui abbiamo festeggiato i venti anni.
Venti anni non sono pochi eppure non sono stati sufficienti a mantenerla in vita. In un editoriale il Direttore Massimo Belotti spiega il perché di questa decisione.
Possiamo leggere questa sospensione come un triste segno dei tempi o, come preferiamo fare, come una svolta che ha elementi positivi. I temi di Sfoglialibro confluiranno in Biblioteche Oggi, andando a finire sotto gli occhi di quei bibliotecari che a Sfoglialibro non erano abituati (quelli universitari, specialistici) ma a Biblioteche Oggi invece sì. Insomma nessun ruolo ancillare per le biblioteche per ragazzi che vanno a finire nella rivista madre.
Ne gioverà anche la ricercabilità e reperibilità degli articoli. Biblioteche Oggi infatti è indicizzato in LISA e i suoi articoli sono ricercabili on line e disponibili a testo pieno dopo un breve  embargo. Sfoglialibro invece soffriva di una scarsa visibilità nono solo a livello di ricercabilità ma anche di accessibilità fisica. Quante volte durante la tesi di laurea ho cercato le annate di Sfoglialibro in Biblioteche per ragazzi e mi sono sentita rispondere che erano nell’ufficio del direttore e quando riuscivi a accedervi poi scoprivi che la collezione era piena di buchi perché era uno strumento considerato interno alla biblioteca ma non uno strumento per ricercatori.
Insomma seppure non siamo contenti e non possiamo esserlo quando una rivista chiude (o meglio viene sospesa per un po’), cerchiamo di vederne  il lato positivo e aspettiamo di leggere articoli sulle biblioteche per ragazzi e sulla letteratura per ragazzi anche su Biblioteche Oggi, così chissà la serendipity colpirà anche qualche bibliotecario che con i ragazzi non ha mai lavorato.

Youth-Serving Libraries in Japan, Russia, and the United States

I bibliotecari scolastici e per ragazzi possono trovare spunti interessanti e informazioni utili nel nuovissimo Youth-Serving Libraries in Japan, Russia, and the United States, curato da Lesley S.J. Farmer, in collaborazione con Natalia Gendina e Yuriko Nakamura. Il libro, appena pubblicato da Scarecrow, in 368 dense pagine fa il punto della situazione nei tre paesi, descrivendo lo sviluppo dei servizi bibliotecari per ragazzi pubblici e scolastici, nel contesto politico, educativo e storico-sociale di Giappone, Russia e Stati Uniti.  I diversi capitoli illustrano raccolte e servizi di rilievo nei rispettivi paesi, mostrano come i bibliotecari affrontino il cambiamento tanto all’interno della loro cultura quanto  a seguito di disastri  naturali. Sono inoltre affrontati temi come l’information literacy, la lettura in un mondo multimediale e l’influenza incombente delle tecnologie. Il testo si rivolge a bibliotecari che operano in servizi dedicati all’utenza giovanile, a formatori di bibliotecari, e a quanti si occupano di biblioteconomia internazionale e per ragazzi.

Digital Literacy: un sito pieno di risorse utili

È on line il nuovo sito governativo statunitense sulla Digital Literacy, pieno di informazioni utili, risorse interessanti e molto altro.

A scuola di Tweet

In 140 caratteri si impara a scrivere e leggere. Questo il progetto delle scuole francesci riunite in Twitclasses. La notizia è riportata dall’edizione odierna de Il corriere della sera  che racconta di questo progetto di apprendimento attraverso Twitter. Pedagogicamente, affermano le insegnanti, i 140 caratteri sono adatti alle esigenze dei bambini e poi

Apprendono presto che la scrittura su carta rimane, mentre sul pc si può cancellare. E questo elimina la colpa dell’errore, dello scrivere male e permette di sperimentare senza paura

In effetti (storie di vita vissuta) a 3 anni si può imparare a scrivere una parola sull’iPad per cercare il video preferito su YouTube, ma per una volta il nostro tecnoentusiasmo fa un passo indietro. Scrivere per Twitter non significa solo scrivere in 140 caratteri ma scrivere con una sintassi diversa.

Per esempio la frase Sul Corriere della Sera di oggi un articolo su Twitter come strumento didattico nelle scuole elementari francesi   sta correttamente nei 140 caratteri, ma chi ha un po’ di dimestichezza con i cinguettii sa che la frase redatta in twittese potrebbe suonare come  Twitter come strumento didattico nelle scuole elementari in #francia #newliteracies #Corriereit http://bit.ly/xkdezs

Cosa stanno insegnando queste maestre quindi? Certo non a scrivere con un nuovo media nel linguaggio che usa, nella migliore delle ipotesi stanno insegnando a scrivere brevi frasi e lo fanno facendole scrivere su un quaderno (ok, va bene dovranno pure imparare a tenere la penna in mano) e poi proiettandole su uno schermo.

Non dubito delle buone intenzioni degli insegnanti (e come è fastidioso nell’articolo leggere più volte “giovane maestra”, come se solo i cd gggiovani potessero avere a che fare con le tecnologie) ma si tratta di un uso improprio dello strumento che davvero non credo possa portare un reale beneficio pedagogico o didattico. E voi che ne pensate?

AGENDA: EMMILE (Milano, 27-29 Feb. 2012)

Un interesse crescente riscuotono le tematiche legate alla competenza informativa e mediatica, e, più in generale, all’uso competente e consapevole dell’informazione. Su questi temi verte il convegno internazionale, “EMMILE in libraries (and beyond)”, European Meeting on Media and Information Literacy Education (Convegno europeo sulla competenza informativa e mediatica), dal 27 al 29 febbraio 2012 a Milano, presso Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia.

Il convegno, reso possibile dalla fattiva collaborazione di una pluralità di istituzioni (tra cui Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Sett. Biblioteche) e associazioni (IASL, IFLA, AIB), intende affrontare vari aspetti legati all’educazione alla competenza informativa e mediatica (MIL – Media and Information Literacy) nelle biblioteche di diversa tipologia (scolastiche, pubbliche, universitarie ecc.), ma anche in altri contesti: destinatario dell’incontro è un pubblico ampio, costituito non soltanto dai bibliotecari già impegnati in progetti e attività di Information Literacy, ma anche a quanti – docenti, ricercatori, formatori ecc. - interessati al tema della competenza informativa necessaria per una cittadinanza (anche digitale) attiva e partecipe.

Il programma prevede relazioni, attività laboratoriali (tra cui quelle legate al MIL curriculum rilasciato dall’UNESCO e ai moduli del progetto europeo EMPATIC) e presentazioni di poster.

Quanti sono interessati a presentare un poster inerente a progetti, attività, ricerche nel settore MIL, leggano le indicazioni http://emmile.wordpress.com/emmile-poster-session/ (N.B.: scadenza presentazione proposte: 15 gennaio 2012).

La partecipazione è libera ma, per ragioni organizzative, l’iscrizione è obbligatoria (entro il 10.02.2012).

Grazie alla collaborazione del Goethe-Institut Mailand è assicurata la traduzione simultanea (inglese, italiano, tedesco).

Informazioni all’URL: http://emmile.wordpress.com/

L’attestato di partecipazione sarà rilasciato a fine convegno. E’ stato richiesto l’esonero per il personale docente e dirigente.

Information Literacy in the Wild

Segnaliamo con molto piacere che è stato appena pubblicato il volume “Information Literacy in the Wild”, curato da Kirstin Fontichiaro e realizzato dai suoi allievi dell’università del Michigan.  La pubblicazione è disponibile su Smashwords per e-reader all’URL: http://www.smashwords.com/books/view/115254 o in PDF all’URL: http://bit.ly/infowild. Un bel grazie alla dinamica Kirstin e ai suoi studenti!

Più libri, più liberi (Roma 7-11 dicembre 2011)

La 10.ed. di “Più libri, più liberi” si svolgerà a Roma al Palazzo dei Congressi dal 7 all’11 dicembre. Info e programma QUI

Autoprestito per bambini

Un bruco Mangialibri alla biblioteca di Mortara! Perchè i bambini giocano a fare il bibliotecario.

Ecco un video e ulteriori info qui

AGENDA: Next generation catalogs e Discovery tools, Torino 15 e 16 dicembre

La sezione Piemonte dell’AIB organizza per i prossimi 15 e 16 dicembre un corso di aggiornamento per bibliotecari dedicato a “Nuovi strumenti di ricerca bibliografica per nuovi utenti: Next generation catalogs e Discovery tools“, tenuto da Pierfranco Misenti (Università Ca’ Foscari ), per affrontare il dibattito in corso sugli OPAC tradizionali/nuovi e la ricerca bibliografica, non solo dal punto di vista teorico ma con la presentazione di alcuni case study per un approfondimento pratico.

Per modalità di iscrizione, costi e maggiori informazioni, questa è la pagina web dedicata al corso.

AGENDA: Why not? Buoni motivi per leggere, Torino, 25 novembre 2011

L’USR Piemonte e Torino Rete Libri (http://www.torinoretelibri.it/) invitano a partecipare al Convegno “Why not? … Buoni motivi per leggere” in programma il 25 novembre 2011 alla Biblioteca Nazionale Universitaria (Piazza Carlo Alberto 3, Torino). All’iniziativa collaborano: Città di Torino, Biblioteche civiche torinesi, MiBAC – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, AIB Piemonte, Iter, CIDI, Insegnare, Circoscrizioni 3 e 4 della Città di Torino.
Info: TorinoReteLibri /Antonella Biscetti: toee03400l@istruzione.it / referente@torinoretelibri.it

Navigare sicuri

Domani, 22 novembre si svolgerà un interessante confronto genitori/figli sul tema della navigazione in rete.  Dalle ore 17.00 sarà possibile seguire il live streaming su FB http://www.facebook.com/navigaresicuri e twitter con l’hashtag #genitorivsfigli

Navigare Sicuriorganizza GENITORI vs FIGLI – Alleati sicuri o sicuri rivali? una round table che mette a confronto educatori e ragazzi per favorire la sicurezza e la prevenzione contro i rischi della Rete. Obiettivo dell’iniziativa è quello di esplorare e stimolare il dialogo tra genitori e figli, allo scopo di prevenire e risolvere le principali criticità legate ai pericoli di Internet. In un contesto informale e colloquiale, senza schemi rigidi né ruoli predefiniti, quattro opinion leader del mondo del Web (Layla PavoneJolanda RestanoEdoardo Schenardi e Marco Zamperini) e i rispettivi figli adolescenti racconteranno, insieme ai responsabili del progetto Navigare Sicuri di Telecom Italia, il loro reciproco approccio ai fenomeni del cyberbullismo, dell’adescamento e del furto d’identità, contribuendo a identificare i territori di sinergia entro i quali educatori e adolescenti devono muoversi per difendersi dalle numerose insidie della Rete.

L’evento è parte del progetto Navigare Sicuri di Telecom Italia

David Lankes al 57° Congresso AIB

La seconda giornata del Congresso AIB ha avuto come keynote R. David Lankes (Syracuse University, USA) che ha tracciato le caratteristiche della nuova biblioteconomia per una nuova epoca. Che si usino gli asini o le tecnologie più sofisticate per raggiungere i lettori, per erogare servizi ecc., la biblioteca di successo è quella che sa ascoltare profondamente e connettersi intimamente alla comunità di riferimento, è quella i cui bibliotecari non sono soltanto dei bravi organizzatori di risorse ma soprattutto degli efficaci facilitatori che accompagnano chi apprende, studia, ricerca. Se la biblioteca è una conversazione, i grandi della biblioteconomia (Dewey, Ranganathan ecc.) hanno lasciato questa conversazione aperta perché noi la proseguissimo.

57° Congresso AIB

È iniziato a Roma il 57° Congresso Nazionale dell’AIB. Nella giornata odierna, aperta con l’intervento, puntuale e molto apprezzato, del presidente Stefano Parise, si è parlato tanto di e-book, digital lending, diritto d’autore e vari aspetti del DRM (Digital Rights Management), social reading.

Come massimizzare i post di Facebook per attirare più utenti

Uno di quei piccoli grandi cambiamenti di Facebook sta avvenendo in questi giorni sulle pagine.
Non è più necessario prima cliccare sul Mi piace della pagina ma anche i non fans possono scrivere, commentare, pubblicare elementi. Questo cambiamento passato un po’ sotto silenzio non è di poco conto.  Significa spostare il focus da una manifestazione di interesse generico a una attenzione puntuale sui singoli contenuti, nel tentativo di fare emergere il meglio dallo streaming a prescindere dalla popolarità.
Grazie a Mari Smith per averci permesso di scoprire questa funzionalità e per avere scritto un illuminante articolo su come incrementare la condivisione sui contenuti che vi riassumiamo qui di seguito:

  • immagini, immagini e ancora immagini. Sono questi i contenuti che permettono di agganciare tanti utenti in poco tempo. Ovviamente devono essere fatte bene e, possibilmente, divertenti (magari come questa) Avete bisogno ancora di qualche input per pensare seriamente a usare le infografiche?
  • scrivere info brevi e rilevanti: secondo uno studio di BuddyMedia la regola aurea è 80 caratteri
  • usare poco la prima persona singolare. Se è indubbio che è amata perchè permette di instaurare un rapporto diretto, per il nostro obiettivo (aumentare l’interazione sulla pagina) può essere un deterrente. Infatti un’informazione di tono neutro si condivide più facilmente di una personalistica.  Via libera invece alla prima persona singolare nei commenti
  • includere una call for action: ricorda sharing is caring!
  • scrivere contenuti interessanti, non rilanciare notizie già saturate dalle rete. Un esempio di contenuto che genera traffico e condivisione è quello sui commenti alle nuove funzionalità dei social network o sui tips and tricks per usarli al meglio…come il nostro post? :-)

[via: Mari Smith...in the Media]

Biblioteche per ragazzi e giovani adulti in Germania

Dal nostro inviato a Berlino, apprendiamo che nell’ambito del progetto “BooX!”, promosso dal Goethe-Institut Italien, in collaborazione con varie istituzioni, si è svolta dal 7 al 9 novembre una …”maratona” bibliotecaria che ha toccato, con ritmi sostenuti, varie biblioteche di Amburgo e Berlino che si sono distinte negli ultimi anni nel settore dei servizi bibliotecari per ragazzi e giovani adulti.

La delegazione italiana – composta da una dozzina di responsabili di biblioteche per ragazzi e guidata da Christina Hasenau (Goethe-Institut Roma) con Beate Neumann (Goethe-Institut Milano) e l’interprete Soledad Ugolinelli - ha avuto l’opportunità di conoscere di persona le diverse principali realtà di Amburgo e Berlino (alcune delle quali presentate in Italia in occasione di convegni e seminari) e di partecipare a uno stimolante incontro dal taglio laboratoriale con Jule Pfeiffer-Spiekermann.  

Queste in sintesi le tappe della intensa visita di studio: 

  1. Amburgo: Hoeb4U ; la biblioteca di quartiere Elbvororte; la  Literaturhaus, con particolare riferimento al programma di attività culturali per giovani adulti; infine, la Biblioteca centrale per ragazzi “Kibi” (la Kinder Bibliothek, ubicata nella sede centrale di Bücherhallen Hamburg., il sistema bibliotecario comunale di Amburgo).
  2. Berlino: Hallescher Komet , la biblioteca per bambini e ragazzi ubicata nell’Amerika Gedenk Bibliothek; la Biblioteca familiare interculturale “Wilhelm-Liebknecht”-”Namik-Kemal“; la Bezirkszentralbibliothek Friedrichshain-Kreuzberg; infine, l’incontro, presso la Biblioteca di Spandau, con una rappresentanza (ben determinata e critica) – coordinata da Gisela Rhein, bibliotecaria piena di entusiasmo e passione – della giuria dei giovani  (12-19 anni) del Premio tedesco per la letteratura per ragazzi.
  3. Berlino (c/o Direzione del Goethe-Institut):  incontro-laboratorio sul fumetto con l’illustratrice e autrice di graphic novel Jule Pfeiffer-Spiekermann, fondatrice – assieme a una bibliotecaria per ragazzi – dell’Associazione culturale “Pinselfisch“, molto attiva nella promozione della lettura attraverso laboratori sul fumetto e sul graphic novel per tutte le età (adulti compresi).                                                                                   La “tre giorni” in questione è stata una visita sicuramente stimolante, che suscitato tante  riflessioni nei partecipanti e ha evidenziato la diversità delle soluzioni a seconda del contesto di riferimento delle varie biblioteche e degli obiettivi dei singoli progetti : per esempio, alcune biblioteche si propongono di essere intenzionalmente alternative alla scuola (come nel caso della Hoeb4U, nata come spazio “altro” rispetto ai doveri scolastici, ma non per questo meno importante come stimolo agli interessi più diversi), altre sono più strettamente legate al curricolo, tutte però concorrono a stimolare la lettura, lo spirito critico, l’apprendimento lungo il corso della vita. 

Videogiochi in biblioteca: i cinque motivi di Phil Minchin

Ci sembra utile condividere con voi questo messaggio che Francesco Mazzetta, bibliotecario a Fiorenzuola d’Arda, PC (biblioteca@comune.fiorenzuola.pc.it) , ha postato nella lista AIB-CUR, sintetizzando i cinque motivi - in base ai quali tenere i videogiochi in biblioteca – espressi da  Phil Minchin (library IT team leader at the Port Phillip Library Service, Australia):

“i giochi sono un elemento importante della cultura, i giochi aggregano comunità, i giochi sono un’arte (un “sistema poetico”), i giochi creano literacy e aiutano a capire meglio gli altri (giocatori). È quanto sostiene Minchin [nell'articolo "A View From Down Under" nella rubrica, "Games, Gamers & Gaming", curata da Liz Danforth, nel  blog del "Library Journal"]. Interessante in particolare quanto scrive a proposito della literacy: “In primo luogo (…) giocare sviluppa la capacità di “leggere” un sistema, di pensare al modo in cui i componenti interagiscono, di anticipare i risultati e prendere decisioni di conseguenza. L’umanità è sempre dipesa dalla sua capacità di analizzare e comprendere i sistemi che la circondano: si tratta fondamentalmente del riconoscimento di pattern, un elemento chiave della nostra abilità intellettuale umana. Ma mentre continuiamo a urbanizzare, i mutevoli sistemi sociali diventano più complessi. I sistemi puramente fisici (e immutabili) sono già abbastanza impegnativi, ma gestire le esigenze sempre mutevoli della vita che si svolge in vasti sistemi sociali può essere scoraggiante. Nella nostra vita lavorativa, nel privato, o nella nostra vita come  cittadini, la capacità di individuare i modelli e prevedere le conseguenze è essenziale (…).

Giochi e sistemi simili al gioco, sono sempre più integrati nella propaganda commerciale e politica, rendendo i sistemi di literacy non solo una competenza altamente trasferibile, ma la cui capacità di identificazione è di vitale importanza. Alcuni di questi sistemi vengono utilizzati come sostituti per la gestione e la motivazione effettiva sul posto di lavoro, e alcuni giochi stessi sfruttano i giocatori, mungono il loro tempo, attenzione e denaro. Imparare a identificare dubbie manipolazioni simili a giochi è un’abilità di enorme beneficio, e anche il positivo adattamento questi sistemi migliora il nostro benessere e le
possibilità di successo.”

In realtà questo è un compito che la scuola (in particolare quella dell’obbligo) tradizionalmente ha ma che riesce sempre meno a tradurre in educazione effettiva per lo iato crescente tra le capacità di adattamento delle strutture scolastiche (penalizzate pure da una classe politica miope che invece di investire in esse ne taglia i fondi e propone soluzioni retrograde anziché innovative) e la velocità del cambiamento della società e dell’economia.

Utilizzare i videogiochi in un contesto di aggregazione sociale (mediante l’organizzazione di tornei o comunque di attività
ludico-correlate) diventa per la biblioteca non solo un modo per proporsi alle giovani generazioni native digitali teoricamente poco interessate alle tradizionali collezioni cartacee, ma anche per aiutare il sistema educativo a colmare il gap formatosi.

Proprio per questo considero auspicabile che le scuole e le biblioteche si alleino per gestire assieme, le biblioteche con le competenze di scelta del materiale e di promozione, le scuole con quelle educative, queste nuove literacy. Il come è ovviamente qualcosa ancora tutto da studiare e da sperimentare, ma vi sono esperienze che si muovono in tale
direzione e che fanno pensare che le possibilità siano concrete e non puramente ideali.”

AGENDA: 1861-2011 Italiane e italiani in formazione, Roma 3-5 novembre 2011

La Facoltà di Scienze della Formazione di “Roma Tre” – Università degli studi invita a partecipare alle Giornate di Studio “1861-2011 Italiane e italiani in formazione” che si terranno il 3 novembre (10-19) nella sede di P.zza della Repubblica 10, il 4 e il 5 nell’Aula Volpi nella sede di via Milazzo 11/b