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Nota di metodo sulla nostra presenza su Facebook

Abbiamo scelto una data simbolica ovvero un venerdì 17 per decidere finalmente di regolarizzarci e cambiare la nostra presenza su Facebook. In questo post vi spieghiamo cosa è un fake profile, come lo abbiamo sanato, perchè lo abbiamo sanato, cosa cambia (per noi e per voi).

ATTENZIONE: post tecnico che con le biblioteche non c’entra nulla, ma che i bibliotecari farebbero bene a leggere perchè in giro è pieno di fake profile di biblioteca

1-Fino a stamattina questo blog e il suo compagno erano su Facebook con un profilo personale. Questo posizionamento, dovuto alla nostra poca esperienza di quando ci siamo registrati su Facebook, era un errore secondo le regole di Facebook e del buonsenso comune. Il profilo personale è riservato alle persone; le entità differenti, aziende, enti, personaggi famosi etc hanno a disposizione le pagine.
Quindi eravamo un fake profile e non potevamo esserlo. Oltre a essere scorretti rischiavamo la chiusura da parte di Facebook in maniera unilaterale per violazione delle regole con perdita di tutti i nostri dati. Dopo un breve consulto tra di noi abbiamo deciso di regolarizzarci.

2- Sanare un fake profile ormai è semplicissimo, noi abbiamo seguito la procedura descritta qui dalla nostra common sense dispenser preferita (leggete il suo Manuale di Buonsenso in Rete che vi  spiega la storia dei fake profile e tante altre questioni fondamentali, è gratis!). Abbiamo fatto un backup dei dati ma sapevamo che avremmo perso molto, difatti al momento la nostra pagina è un po’ spoglia.  Chi sbaglia paga no? Il nostro più grande rimpianto è avere perso tutti i commenti e le interazioni con quelli che, in completa buonafede, sono diventati nostri amici (quindi se qualcuno vuole darci una pacca sulla spalla scrivendo sulla nostra pagina è il benvenuto)

3- perché lo abbiamo sanato ormai vi é chiaro credo. Non solo perché era contro le regole di Facebook e rischiavamo la chiusura, ma soprattutto perché abbiamo fatto della correttezza informativa la ragione del nostro blogging. Non era un rapporto corretto e equilibrato: gli amici di Biblioragazzi erano persone che ci mettevano la faccia, noi in quel momento no. Ora la faccia la mettiamo come amministratori di pagina, il rapporto non vi sembra più equlibrato? (Tra i nostri amici moltissime biblioteche registrate con profilo personale, noi abbiamo cambiato e voi?)

4- Per noi cambia in meglio. Una volta elaborata la perdita dei nostri dati precedenti non possiamo che godere dei vantaggi che ci permette una pagina. Alcuni li scopriremo solo esplorando, altri sono evidenti già da subito, banalmente ora nel blog appare un badge di Facebook ma chissà quante cose ancora ci verranno in mente. Ah ovviamente adesso siamo più facili da trovare perché abbiamo un bell’indirizzo che è https://www.facebook.com/biblioragazzi.
Cosa cambia per voi: vi ritrovate un Mi Piace su una pagina. Questo non era il nostro accordo, ce ne rendiamo conto. Ci avevate chiesto l’amicizia o noi l’avevamo chiesta a voi. Abbiamo deciso come redazione di non perdere tutta la rete di più di 2600 amici e li abbiamo trasformati in fan, se questo però non ti piace non preoccuparti vai sulle impostazioni del tuo profilo e togli il mi piace alla nostra pagina, nessuno si offende.

E adesso, alleggeriti di un patrimonio di link e commenti che avevamo nel nostro fake profile che ci é spiaciuto dovere perdere, ma contenti di potere ripartire con la coscienza pulita, siamo pronti, con chi di voi vorrà seguirci ancora, a costruire una nuova conversazione basata sul rispetto delle regole.
Commenti e suggerimenti sono i benvenuti.

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Come massimizzare i post di Facebook per attirare più utenti

Uno di quei piccoli grandi cambiamenti di Facebook sta avvenendo in questi giorni sulle pagine.
Non è più necessario prima cliccare sul Mi piace della pagina ma anche i non fans possono scrivere, commentare, pubblicare elementi. Questo cambiamento passato un po’ sotto silenzio non è di poco conto.  Significa spostare il focus da una manifestazione di interesse generico a una attenzione puntuale sui singoli contenuti, nel tentativo di fare emergere il meglio dallo streaming a prescindere dalla popolarità.
Grazie a Mari Smith per averci permesso di scoprire questa funzionalità e per avere scritto un illuminante articolo su come incrementare la condivisione sui contenuti che vi riassumiamo qui di seguito:

  • immagini, immagini e ancora immagini. Sono questi i contenuti che permettono di agganciare tanti utenti in poco tempo. Ovviamente devono essere fatte bene e, possibilmente, divertenti (magari come questa) Avete bisogno ancora di qualche input per pensare seriamente a usare le infografiche?
  • scrivere info brevi e rilevanti: secondo uno studio di BuddyMedia la regola aurea è 80 caratteri
  • usare poco la prima persona singolare. Se è indubbio che è amata perchè permette di instaurare un rapporto diretto, per il nostro obiettivo (aumentare l’interazione sulla pagina) può essere un deterrente. Infatti un’informazione di tono neutro si condivide più facilmente di una personalistica.  Via libera invece alla prima persona singolare nei commenti
  • includere una call for action: ricorda sharing is caring!
  • scrivere contenuti interessanti, non rilanciare notizie già saturate dalle rete. Un esempio di contenuto che genera traffico e condivisione è quello sui commenti alle nuove funzionalità dei social network o sui tips and tricks per usarli al meglio…come il nostro post? 🙂

[via: Mari Smith…in the Media]

Biblioteche per ragazzi, e-book, learning object e ammenicoli 2.0: un gruppo Facebook

A chi interessa il mondo 2.0 che ruota attorno alla letteratura per ragazzi segnaliamo un bel gruppo Facebook: MLOL-Ragazzi, nato per iniziativa di Giulio Blasi e altri amici. Da oggi è pubblico so…join the conversation! Please feel free to share 🙂

Usare Facebook a scuola

Facebook divide la popolazione come non mai tra apocalittici e integrati, quelli che “Facebook per carità” e quelli del “Facebook:  perchè no?”

Un articolo pubblicato su Mashable offre una serie di consigli e spunti per usare Facebook a scuola e dimostrare che non è un’eresia ma uno strumento utile.

Dopo un primo accenno sull’importanza delle social media policy, ancora troppo poco diffuse (It makes sense to have a policy to discourage individual teachers from posting specifics about their students to their personal profiles. But schools should counterbalance such a policy by setting up a Facebook Page to represent the school) l’articolo passa a una serie di spunti pratici con un taglio pragmatico tipicamente americano.

Quello che viene proposto è un’interpretazione di Facebook sotto vari punti di vista:

  • Fb come strumento di connessione con le famiglie che possono rimanere aggiornate praticamente in tempo reale attraverso aggiornamenti di stato, pubblicazione di foto, lancio di annunci, creazione di eventi…
  • Fb come strumento per diffondere la cultura e il modello diffuso dalla scuola condividendo video e foto di eventi che testimonino le peculiarità di quel modello
  • FB come strumento per attrarre personale qualificato (ok visto il sistema di reclutamento italiano questo spunto è più difficile da mettere in pratica)
  • FB come strumento per ascoltare la voce degli utenti e per consolidare comunità di pratica, questo è sicuramente il concetto chiave.
Il tutto senza trascurare di impostare bene la pagina per quanto riguarda la privacy e senza dimenticarsi di curarne la personalizzazione.
In effetti quello che si nota attualmente è proprio una notevole improvvisazione da parte di scuole e biblioteche quando si approcciano agli strumenti social (fatte salve alcune eccezioni, ad esempio l’ottima pagina FB della Biblioteca SalaBorsa di Bologna). Non basta mettersi in vetrina, bisogna elaborare delle strategie e avere chiaro cosa si vuole comunicare. Un utilizzo professionale di strumenti di social network non solo è possibile, ma anche necessario. Per chi vuole approfondire un ottimo strumento agile e economico è la collana “Fare business con i social network” de “Ilsole24ore”.

Stare su Facebook responsabilmente: un decalogo

Prendiamo spunto da questo post e lo riadattiamo per creare un decalogo di una presenza sociale consapevole su Facebook.

10 cose da sapere quando vai su Facebook ( e da insegnare ai ragazzi)

  1. non taggare i tuoi amici in foto dove non ci sono e non usare i tag nelle foto per fare pubblicità. Un tag è un contenuto informativo, non un modo per segnalare a qualcuno che hai pubblicato una foto o per fargli conoscere un’informazione 🙂
  2. l’amore ai tempi di FB: se ti lasci non taggare il tuo ex in foto del passato, pensaci bene prima dichiarare la tua relazione e se rompi aspetta almeno un po’ prima di cambiare il tuo stato sentimentale altrimenti verrai subissato da richieste di spiegazioni pubbliche sul profilo (e queste cose sono un po’ private no?)
  3. non invitare i tuoi amici a aggiungere applicazioni stupide o a iscriversi a gruppi scemi o offensivi (e ovviamente non farlo tu)
  4. non taggare gli amici in foto dove sono venuti particolarmente male o adottano comportamenti poco edificanti, ricordati quello che pubblichi sul web ti rimane appiccicato addosso che tu lo voglia o no.
  5. quando pubblichi qualcosa pensa se vorresti che i tuoi genitori, insegnanti, le persone che stimi la vedano, solo dopo averci pensato pubblicala
  6. mai accettare l’amicizia degli sconosciuti perchè saprebbero tutto di te
  7. non inviare due volte una richiesta di amicizia: se non ti ha accettato la prima volta non lo farà ora, non insistere
  8. se togli qualcuno dagli amici sii consapevole che 90 su 100 si offenderà
  9. cambia le impostazioni dell’account per decidere chi può vedere e cosa del tuo profilo
  10. se crei un evento ricordati di mettere privato e non RSVP sennò sono guai http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-beds-bucks-herts-11376350