Archivi categoria: Next-generation

MIUR: 5milioni alle Biblioteche Scolastiche

Vi segnaliamo il tanto atteso comunicato stampa del Ministro Giannini relativo al bando per l’attuazione dell’Azione #24 (che sarà pubblicato in questa pagina) del PSND – Piano nazionale Scuola digitale (“La buona scuola digitale”). Più che triplicato il budget disponibile per finanziare 500 biblioteche innovative.

Nell’ambito del Salone del Libro di Torino 2016, di cui il MIUR è da quest’anno socio fondatore, sarà data ampia a questa e ad altre iniziative (come il sondaggio “Generazione 2000. I contemporanei in classe”, rivolto agli studenti medi affinché  segnalino i 10 libri di narrativa contemporanea, editi dal 2000, che vorrebbero avere nella dotazione libraria della loro scuola – hashtag sui social sarà #iMiei10libri).

 

Agenda: Libri come: la scuola al centro (Roma, 12-15 marzo 2015)

libri-comeTorna a Roma la manifestazione “Libri Come”, la Festa della lettura curata da Marino Sinibaldi, in programma dal 12 al 15 marzo 2015 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con il coinvolgimento di tante realtà, tra cui quella delle Biblioteche di Roma, che si ritroveranno con autori, artisti ecc. sul tema della scuola e della centralità del suo ruolo, che saranno affrontati da più punti di vista, secondo il seguente programma.

 

Digital Readers Camp

digital-readersInteressati alla lettura e alla sua promozione ai tempi del web? Non dimenticate di dare un’occhiata a questo post  (pubblicato su “Le letture di Biblioragazzi”) riguardo al Digital Readers Camp, svoltosi a Rozzano (MI) il 17 scorso.

Bologna ragazzi digital award 2012: and the winner is…

Ecco il vincitore e le tre menzioni speciali della prima edizione del Bologna Ragazzi Digital Award

Agenda: Open Education Week (5-10 marzo 2012)

Si sta svolgendo – sia online, sia in vari eventi organizzati in diverse parti del mondo, gratuiti e aperti a tutti – l’Open Education Week, organizzata dall’Open Courseware Consortium e da una serie di istituzioni aderenti all’iniziativa. Lo scopo è quello di aumentare la consapevolezza riguardo al movimento per l’educazione aperta e al suo effetto sulle attività di insegnamento-apprendimento. Connettersi, collegarsi, creare, condividere sono le parole chiave dell’evento. Maggiori info all’URL: http://www.openeducationweek.org/

Ebook: criteri di selezione

Iniziano a uscire anche in lingua italiana i primi ebook per bambini (è di questi giorni la notizia dell’uscita dell’app di Chissà di Kite edizioni) e ci rendiamo conto che siamo poco equipaggiati per sceglierli, testarli e giudicarli. Insomma i criteri di selezione in questo settore sono fluidi e solo la pratica e una certa sensibilità permettono di effettuare scelte accurate. Per questo facciamo nostro questo post segnalato da Silvia (seguitela sul suo nuovissimo e interessantissimo blog Bibliosphera) e creato dai blogger di ALSC

Ecco le regole d’oro che dobbiamo sempre tenere a mente, sono regole di buonsenso ma sembra che quando ci mettiamo a leggere un ebook per bambini subiamo l’effetto wow e dimentichiamo tutti i buoni precetti di costruzione delle collezioni che abbiamo imparato.
Quindi, prima di scaricare, chiediamoci:

  1.  come arricchisce la narrazione? si tratta solo di rossetto sul maiale o davvero le interazioni danno nuovi sensi e percorsi semantici?
  2. disturba la fruizione lineare del testo? (su questo tema consigliato caldamente anche la bibbia italiana sull’e-book: La Quarta rivoluzione di Roncaglia)
  3. favorisce i diversi stili di apprendimento o si concentra solo su uno di essi? punta tutto, ad esempio, sulla vista tralasciando l’udito o sa bilanciare la sua offerta in maniera adattiva?
  4. rispetta i principi di usabilità e navigabilità o usa percorsi non standard e non a misura di bambino? Si può personalizzare e fare propria?
  5. è un’esperienza da ripetere o letto una volta non viene voglia di ripercorrerlo?

Tenete in mente questi consigli, fateli vostri e personalizzateli (e se vi va raccontate le vostre tecniche di scelta) la prossima volta che state per comprare una app. Noi stasera abbiamo comprato The three little pigsNumberlys e abbiamo sbirciato un’altra uscita italiana I fantafavolieri. Presto le nostre impressioni, stay tuned

Digital Literacy: un sito pieno di risorse utili

È on line il nuovo sito governativo statunitense sulla Digital Literacy, pieno di informazioni utili, risorse interessanti e molto altro.

A scuola di Tweet

In 140 caratteri si impara a scrivere e leggere. Questo il progetto delle scuole francesci riunite in Twitclasses. La notizia è riportata dall’edizione odierna de Il corriere della sera  che racconta di questo progetto di apprendimento attraverso Twitter. Pedagogicamente, affermano le insegnanti, i 140 caratteri sono adatti alle esigenze dei bambini e poi

Apprendono presto che la scrittura su carta rimane, mentre sul pc si può cancellare. E questo elimina la colpa dell’errore, dello scrivere male e permette di sperimentare senza paura

In effetti (storie di vita vissuta) a 3 anni si può imparare a scrivere una parola sull’iPad per cercare il video preferito su YouTube, ma per una volta il nostro tecnoentusiasmo fa un passo indietro. Scrivere per Twitter non significa solo scrivere in 140 caratteri ma scrivere con una sintassi diversa.

Per esempio la frase Sul Corriere della Sera di oggi un articolo su Twitter come strumento didattico nelle scuole elementari francesi   sta correttamente nei 140 caratteri, ma chi ha un po’ di dimestichezza con i cinguettii sa che la frase redatta in twittese potrebbe suonare come  Twitter come strumento didattico nelle scuole elementari in #francia #newliteracies #Corriereit http://bit.ly/xkdezs

Cosa stanno insegnando queste maestre quindi? Certo non a scrivere con un nuovo media nel linguaggio che usa, nella migliore delle ipotesi stanno insegnando a scrivere brevi frasi e lo fanno facendole scrivere su un quaderno (ok, va bene dovranno pure imparare a tenere la penna in mano) e poi proiettandole su uno schermo.

Non dubito delle buone intenzioni degli insegnanti (e come è fastidioso nell’articolo leggere più volte “giovane maestra”, come se solo i cd gggiovani potessero avere a che fare con le tecnologie) ma si tratta di un uso improprio dello strumento che davvero non credo possa portare un reale beneficio pedagogico o didattico. E voi che ne pensate?

Ebooks: The New Normal, 12.10.2011

Domani 12 ottobre si svolgerà “Ebooks: The New Normal“, secondo summit virtuale sugli ebooks e sul loro ruolo nel futuro delle biblioteche. Il summit, organizzato dal “Library Journal” e dallo “School Library Journal”, è un punto di incontro dei diversi professionisti del settore (bibliotecari, editori, venditori, esperti) intorno al tema del libro elettronico e offre tre percorsi diversi adatti alle esigenze delle biblioteche pubbliche, universitarie e scolastiche.
Maggiori informazioni QUI.

Quest to learn: una scuola da giocare

Lo cita Jane McGonigal nel libro di cui vi abbiamo appena parlato qui e noi non potevamo non approfondire.

Eccoci allora a parlarvi di Quest to learn, una scuola situata nel cuore di New York che traduce in pratica modelli didattici veramente innovativi.

Quest to Learn is a school for digital kids. It is a community where students learn to see the world as composed of many different kinds of systems. It is a place to play, invent, grow, and explore.

Il curriculum (ne potete vedere un assaggio qui) è completamente diverso: nessun apprendimento nozionistico ma tutto basato sul reale e effettivo learning by doing 

Il game based learning la fa da padrone e il web 2.0 (e anche qualcosa di più) è di casa. Gli strumenti di e-collaboration sono messi in pratica: abbiamo così il calendario gestito con Google Calendar, il wiki per genitori, i podcast solo per citare alcuni esempi

Di particolare interesse il social network Being me (ma non siamo riusciti ovviamente a sbirciarlo)

Being Me is an online social network and integrated wellness curriculum (Being Well) being designed for faculty and students of the new public school Quest to Learn (Q2L). Designed to support the digital lives of young people and their capacity for learning, Q2L is dedicated to graduating strong, engaged, literate citizens of a networked world. In order to help kids prepare for this future, student identity is a core value of the school. Being Me supports this value in providing a long-term space for students to document, explore, and “take on” a range of identities within a connected community of practice.

Non dimentichiamo questi due progetti/attività che non abbiamo analizzato nel dettaglio ma che ci sembrano, a una prima occhiata, davvero interessanti: http://q2l.gamestarmechanic.com/http://wild-labs.q2l.org/

E mentre da noi ancora si parla di laboratorio di informatica (sigh!) ecco che gli studenti qui hanno accesso al rivoluzionario Small lab

SMALLab is a physical space that uses motion capture cameras and top down digital projection to create learning scenarios that students interact with around targeted content chosen by teachers.

E il campus estivo non poteva essere da meno: http://www.q2l.org/mobile-quest-2011

Alla prossima lista di compiti e letture per le vacanze deprimenti che vi verranno a portare in biblioteca contrapponete questo esempio.

Potete vederla in azione con immagini e video qui  http://picasaweb.google.com/q2lpicasa

Rimane la forte fortissima percezione che sia una scuola per ricchi (nessuna indicazione sulla retta) ma ciò non le toglie il valore di assoluta best practice.

Per approfondire :http://bit.ly/lBsaoI (pdf)

P.s. non ho trovato info sulla biblioteca, sarebbe curioso sapere che fine ha fatto 🙂

Global Perspectives On School Libraries (IFLA Publication # 148)

Dall’impegno dell’IFLA-IASL Joint Steering Committe ecco finalmente disponibile “Global Perspectives on School Libraries: Projects and Practices” (IFLA 148, http://www.degruyter.de/cont/imp/saur/detail.cfm?id=IS-9783110232202-1&fg=BB-01).

Il “lancio” ufficiale avverrà nelle prossime conferenze IASL e IFLA, ma intanto chi è interessato può scorrere il sommario:

Foreword : Messages from the Sponsoring Associations / Randi Lundvall and Diljit Singh

Introduction : School Libraries: Joint Efforts for a Key Role / Luisa Marquardt
Part 1  School Library Education and Implementation Models
Chapter 1: A Self-Evaluation Model for School Libraries in Portugal / Gloria Bastos, Elsa Conde and Rosa Martins
Chapter 2: Building a Model School Library at Madrasah Tsanawiyah Negeri Piyungan in Yogyakarta, Indonesia / Labibah Zain, Marwiyah and Sri Rohyanti Zulaikha
Chapter 3: Developing Understanding of Information Literacy in the Croatian School Environment / Sonja Spiranec and Mihaela Banek Zorica
Chapter 4: Personal Learning Networks and Participatory Culture: Getting Teacher-Librarians Connected in the 21st Century /  Jennifer L. Branch and Joanne de Groot
Chapter 5: A New Operational Culture: The Case of the School Library in the Information Society Project in Oulu, Finland / Eeva Kurttila-Matero, Maija-Leena Huotari, and Terttu Kortelainen
Chapter 6: Assessing School Library Learning Environments / Barbara Schultz-Jones
Part 2  Promoting Literacies through the School Library
Chapter 7: Reading Opens All Doors: An Integrated Reading Project at Genazzano College in Melbourne, Australia / Susan La Marca, Sandra Hardinge and Lyn Pucius
Chapter 8: Fun with Readathon: Helping Namibian Children to Love Books / Andree-Jeanne Totemeyer
Chapter 9: Developing Information Literacy through Primary School Libraries in Nigeria / Virginia W. Dike, Margaret N. Ngwuchukwu and Grace U. Onyebuchi
Chapter 10: GiggleIT and Global Citizenship: School Libraries, Literacy, and Laughter / Kathryn Massingill Manck, Patricia Carmichael, and Barbara Combes
Chapter 11: Body in the Library: A Cross-Curriculum Transliteracy Project / Judy O’Connell
Chapter 12: HIV/AIDS Corners in Botswana Schools and Libraries / Margaret Baffour-Awuah
Part 3  School Libraries for All
Chapter 13: School Libraries and Human Rights / Marian Koren
Chapter 14: Camels, Burros, Elephants, Boats and Trucks: Bringing Books and Literacy to Children in Remote Communities / Ray Doiron
Chapter 15: Botswana’s Book Box Service to Primary Schools / Margaret Baffour-Awuah
Chapter 16: Participation of Croatian School Librarians in Teaching Children with Intellectual Disabilities / Ivanka Stricevic and Ivana Peric
Chapter 17: Lubuto Library Project: Bringing Knowledge to Zambian Children / Stacy Langner, Jane Kinney Meyers and Mary M. Wagner
Part 4  Expanding the Reach of School Libraries through Technology
Chapter 18: Providing Web-Based Online Reference Resources for Schools: An Alberta Success Story / Diane GallowaySolowan
Chapter 19: The Belgrano Day School Model Project: Using Mobile Technology in a School Library in Argentina / Ana Ester Rossaroli
Chapter 20: Information Literacy on the Move: Mobile Learning with Netvibes, QR Codes and More / Sarah Pavey
Chapter 21: Web 2.0 and Our School Library at The Hamilton and Alexander College in Victoria, Australia / Margaret Simkin
Part 5  Government Initiatives for School Library Development
Chapter 22: The School Library as a Powerful Tool to Empower Literacy and Improve Schools: A Swedish Government Initiative / Helle Barrett, Bibi Eriksson and Maria Gunnarsson Contassot
Chapter 23: School Libraries in Reading Education and the Promotion of Information Literacy:  The Norwegian School Library Programme / Siri Ingvaldsen
Chapter 24: Seize the Day! Developing School Libraries in Finland / Liisa Niinikangas and Esa Poikela
Chapter 25: A Long Walk to Significant School Libraries for All: Government Policies in Portugal, 1986-2010 / Maria Jos� Vitorino
Part 6  Organizations for School Library Advocacy and Development
Chapter 26: ENSIL: Advocacy of School Libraries in the Educational Context / Lourense H. Das
Chapter 27: SLA: Using Advocacy and Evidence to Move Forward / Tricia Adams
Chapter 28: RuSLA: Policymaker for School Library Development / Tatiana Zhukova
Chapter 29: IFLA SLRC: Developing Policy and Guidelines / Randi Lundvall
Chapter 30: IASL: Sustaining the School Library Vision for 40 Years / Dianne Oberg
Afterword / Luisa Marquardt and Dianne Oberg
Index

Net Generation

Don Tapscott è un nome noto a tutti coloro che ruotano attorno al mondo dei nativi digitali e del 2.0. Franco Angeli fa uscire (a un prezzo davvero esorbitante!) la traduzione italiana del suo ultimo libro dedicato alla Net Generation ovvero quelli per cui “Internet è come il frigorifero. Nessuno di loro di mette a studiare i meccanismi del suo funzionamento: lo danno semplicemente per scontato” (p.49). La loro fruizione dei media è completamente diversa: la tv è solo un rumore di fondo e la mail una cosa da vecchi (viva le chat!), la coperta di Linus è il cellulare e “I cellulari di oggi sono come i coltellini svizzeri: assolvono a più funzioni rispetto a quanto previsto dal progetto originario” (p. 58).

Dopo avere smontato molti dei luoghi comuni sulla generazione digitale e internet in generale e avere richiamato l’attenzione sul tema della privacy e dei dati sensibili, nella seconda parte del volume Tapscott delinea le otto caratteristiche di questa generazione:

  1. libertà
  2. personalizzazione
  3. valutazione
  4. integrità
  5. collaborazione
  6. divertimento
  7. velocità
  8. innovazione

Senza entrare nel dettaglio di ciò che Tapscott intenda dietro ognuna di queste voci, se pensate a un servizio di biblioteca, che ne so un OPAC, a quante di queste istanze risponde? E il vostro business è pronto per questo?

Le richieste che la net generation fa al mondo del lavoro cambierà il modo di concepire la pratica lavorativa in modi che al momento ci sembrano impossibili: già oggi, ad esempio, Google, un esempio in questo senso, permette e invoglia i propri dipendenti a dedicare il 20% del proprio orario di lavoro a progetti personali.  Cambierà anche la visione di chi “crede che la Rete sia solo un insieme di pagine finalizzate a dare informazioni, non una piattaforma collaborativa” (p. 124) e i social network e la chat non verranno più proibiti o limitati in ufficio.

L’antico modello di sviluppo del personale-assumere, formare, supervisionare, mantenere-è ormai obsoleto. Il paradigma di lavoro più appropriato […] è il seguente: creare relazioni, coinvolgere, collaborare ed evolversi” (p.146-7).

Un capitolo è dedicato alla net generation come consumatrice che si caratterizza per un comportamento di acquisto che Tapscott definisce ABCDE (anyplace, brand, communication, discovery, experience)

L’ultima parte riguarda il potenziale di cambiamento della società. Scritto prima dell’elezione di Obama e delle rivoluzioni del Nord Africa, dimostra capacità visionaria ma si avverte essere ormai un po’ datato. La divertente conclusione del volume ci conduce alla scoperta e al superamento della tremenda malattia chiamata NetGenofobia.

Il testo di Tapscott è sicuramente un buon testo, più didascalico che geniale e visionario. Per il lettore italiano può essere difficile  da apprezzare per il costante riferimento al mondo Americano, tuttavia si conferma uno dei libri del 2011 che chi si interessa di net generation deve leggere.

Don Tapscott, Net generation, Franco Angeli, 2011, 316p.,39€

Save the date: SGEED 2011 – Serious Games, Education and Economic Development’,Milano, 25-27/05/2011

Un evento sui serious games organizzato a Milano nell’ambito del progetto europeo Ludus (di cui vi abbiamo parlato qui)

Si tratta della conferenza Sgeed Serious Games, Education and Economic Development (SGEED-2011) che si svolgerà dal 25 al 27 maggio prossimi.

Iscrizione gratuita entro il 18 maggio qui http://www.serious-gaming.info/5b_-SGEED-2011

Programma completo qui: http://www.serious-gaming.info/5b_-SGEED-2011/Conference_programme

Noi ci saremo e faremo un po’ di live blogging. Seguiteci anche su Twitter #SGEED

Servizi innovativi per la didattica (Roma, 28.04.2011)

Logo "Athena Project"

Il workshop internazionale “Innovative Services for Education” /”Servizi innovativi per la didattica“, organizzato da MICHAEL Association, in collaborazione con il Centro per i servizi educativi del museo e del territorio (SED) del MiBAC e l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane, nell’ambito della conferenza finale del progetto ATHENA, è in programma a Roma  il 28 aprile 2011, presso il Ministero per i beni e le attività culturali – Complesso del San Michele – Via di San Michele 22, Roma – Sala Conferenze della Biblioteca di Arte (Piano terra), dalle ore 15 alle 17.30.
Accesso libero, previa iscrizione on line. Traduzione simultanea.
Si parlerà di contenuti digitali didattici, nuove piattaforme, gaming, buone pratiche e molto altro.  Programma, informazioni e iscrizioni: cliccare QUI.

Le biblioteche scolastiche programmano i prossimi 150 anni (Ferrara, 29.04.2011)

A Ferrara, il 29 pv presso l’ITI Copernico Carpeggiani (via Pontegradella 25), dalle ore 9 alle 18, si terrà il convegno dall’impegnativo titolo “Le biblioteche scolastiche programmano i prossimi 150 anni”, organizzato dalla Rete provinciale delle biblioteche scolastiche di Ferrara in collaborazione con la Provincia di Ferrara. Info e prenotazioni: lidia.bonini@provincia.fe.it – tel. 0532299676 fax 0532 299679

Nativi digitali: il libro

E’ appena uscito per i tipi di Bruno Mondadori questo bel libro di Paolo Ferri dedicato a un tema che sapete essere noi molto caro: i  nativi digitali.

Un saggio dotto e maturo, dove si vede che l’autore porta a compimento in una trattazione sistematica il  frutto di anni di ricerca sul tema, mischiando in maniera sincretica linguaggi e temi di varie aree disciplinari: dalla sociologia alle scienze dell’educazione, dall’informatica alle neuroscienze.

Chi sono, cosa chiedono, come studiano e come imparano, come rispondono scuola e famiglia ai loro bisogni: questi i principali assi su cui si sviluppa il testo.

Sono molti i temi affrontati e in un ambito come questo, in cui si parla dei nostri figli, gli animi si scaldano facilmente dividendosi nettamente tra detrattori e entusiasti delle nuove tecnologie. In questo libro invece si respira un’aria di moderazione e pacatezza, un richiamo al volere ragionare serenamente su temi sui quali stiamo facendo da troppo tempo gli struzzi; ogni affermazione è corroborata da studi e indagini che vanno a confluire nella ricca e completa bibliografia.

Così, ad esempio, sui videogiochi:

I videogiochi in sè non sono nè buoni nè cattivi, sono gli usi sociali della tecnologia e le pratiche virtuose o viziose delle donne e degli uomini che la rendono proattiva o regressiva (p.30)

E’ necessario sviluppare una nuova alfabetizzazione (literacy) così come sono necessari nuovi strumenti per comprendere e coltivare le loro “competenze digitali” (p.70)

Ma la parte che abbiamo trovato più stimolante è sicuramente quella sull’intelligenza digitale come caratteristica fondante e legittimante dei nativi digitali.

La nostra opinione, in proposito, è piuttosto radicale: i nativi digitali esistono e la loro differenza specifica è l’intelligenza digitale.

Come se  fosse un giallo non vogliamo svelarvi cosa intende l’autore con questo termine, ma sappiate che stiamo parlando di modifiche alle capacità cerebrali dei ragazzi: curiosi di sapere come va a finire? Il saggio si conclude con una sezione dedicata a insegnanti e genitori che non vuole essere un semplice manuale di sopravvivenza ma sprona gli adulti a farsi parte attiva per svolgere il loro ruolo educativo e formativo.

Collegato al libro c’è anche il sito http://www.natividigitali.info/

Paolo Ferri, Nativi digitali, Bruno Mondadori, 2011, 211p.,18€

Nativi digitali in 1:39

Nel più puro stile Geek Files un filmato che in meno di due minuti spiega a chi non ne sa nulla chi sono i  nativi digitali…imperdibile!

Se vi siete persi la puntata completa eccola qui http://geekfiles.current.com/2009/11/19/generazione-facebook/

Ne avevamo parlato qui

Nativi digitali: un video che ci spiega chi sono

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro (ne parleremo a breve, lo stiamo leggendo) Paolo Ferri rilascia un’intervista in cui parla di nativi digitali…con finale di ambulanza in sottofondo…un nativo avrebbe fatto di meglio 😛

Always Connected:la dieta mediale dei nativi digitali

Un nuovo report del Joan Ganz Cooney Center sulla dieta mediale dei nativi digitali.

Il report intitolato Always Connected: The new digitial media habits of young children evidenzia che:

  • i bambini hanno accesso a tutti i tipi di media digitali, ma per il momento è la televisione che continua a farla da padrone (forse  perchè è la più facile da usare?)
  • dopo gli 8 anni in poi abbandonano sempre più la tv per arricchire la dieta mediale con altri dispositivi
  • il digital divide è anche dato da fattori economici, nonostante i prezzi dei dispositivi calino sono le fasce più svantaggiate a non potervi accedere e l’accesso ai nuovi media in famiglia si rivela fondamentale per sviluppare la competenza informativa necessaria a usarli in maniera consapevole
  • sempre più la fruizione avverrà attraverso dispositivi mobili: siamo pronti alla sfida? Mobile media appears to be the next “it” technology, from handheld video games to portable music players to cell phones. Kids like to use their media on the go

Vi riportiamo un piccolo estratto:

Kids closer up: A typical day media log Gabriela Perez is 8 years old and lives in a northeastern neighborhood of Los Angeles. The following is a time log of her after-school hours on an average Tuesday:1:45 p.m. – 2:30 p.mWatches TV (Disney Channel and ABC Family Network)2:30 p.m. – 3:15 p.m.Homework, interrupted by online video viewing with Mom3:15 p.m.Homework, done on coffee table in front of TV (Oprah)4:00 p.m. – 5:00 p.m.Online gaming (Club Penguin)5:15 p.m. – 6:00 p.m.Goes with Mom to pick up Dad from work, calls cousin on cell phone during the drive7:00 p.m. – 7:30 p.m.Dinner7:30 p.m. – 8:00 p.m. Watches TV with Dad (Discovery Channel)8:00 p.m. – 8:20 p.m.Plays Nintendo DS (Pictochat with next-door neighbor)8:20 p.m. – 9:00 p.m.Watches TV with parents until bedtime

Grazie a Silvia Franchini per la segnalazione!

Stare su Facebook responsabilmente: un decalogo

Prendiamo spunto da questo post e lo riadattiamo per creare un decalogo di una presenza sociale consapevole su Facebook.

10 cose da sapere quando vai su Facebook ( e da insegnare ai ragazzi)

  1. non taggare i tuoi amici in foto dove non ci sono e non usare i tag nelle foto per fare pubblicità. Un tag è un contenuto informativo, non un modo per segnalare a qualcuno che hai pubblicato una foto o per fargli conoscere un’informazione 🙂
  2. l’amore ai tempi di FB: se ti lasci non taggare il tuo ex in foto del passato, pensaci bene prima dichiarare la tua relazione e se rompi aspetta almeno un po’ prima di cambiare il tuo stato sentimentale altrimenti verrai subissato da richieste di spiegazioni pubbliche sul profilo (e queste cose sono un po’ private no?)
  3. non invitare i tuoi amici a aggiungere applicazioni stupide o a iscriversi a gruppi scemi o offensivi (e ovviamente non farlo tu)
  4. non taggare gli amici in foto dove sono venuti particolarmente male o adottano comportamenti poco edificanti, ricordati quello che pubblichi sul web ti rimane appiccicato addosso che tu lo voglia o no.
  5. quando pubblichi qualcosa pensa se vorresti che i tuoi genitori, insegnanti, le persone che stimi la vedano, solo dopo averci pensato pubblicala
  6. mai accettare l’amicizia degli sconosciuti perchè saprebbero tutto di te
  7. non inviare due volte una richiesta di amicizia: se non ti ha accettato la prima volta non lo farà ora, non insistere
  8. se togli qualcuno dagli amici sii consapevole che 90 su 100 si offenderà
  9. cambia le impostazioni dell’account per decidere chi può vedere e cosa del tuo profilo
  10. se crei un evento ricordati di mettere privato e non RSVP sennò sono guai http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-beds-bucks-herts-11376350