Social network e ROI

Ok siamo su Facebook, Linkedin, Twitter, ma…chi paga? Ovvero l’annoso tema del ROI (return of investment) nei social network. Se è vero che gli strumenti del web 2.0 sono per lo più gratuiti starci dietro, elaborare una politica di comunicazione richiede risorse soprattutto in termini di tempo per la pubblicazione e per essere sempre aggiornati. Così si sta avvertendo sempre di più il problema di trovare degli indicatori (KPI=key performance indicators) per misurare la validità dell’investimento. Insomma da più parti anche nella PA c’è la sensazione che investire sui social network abbia delle ricadute positive: c’è modo di misurarle (e ha senso farlo?)
Partiamo da una discussione sull’interessante gruppo Linkedin (gruppo chiuso purtroppo) E-learning 2.0 che vi riporto per sommi capi.

Abelinna Anderson • For Social Media, we need a different kind of ROI calculation which is not there in Mainstream media-it will be a sort of “Cumulative ROI” -instead “Instant ROI” ovvero gli investimenti si vedono nel lungo periodo.
Inoltre secondo Lynda Williams • How do you do ROI for morale and diffusion of innovation? For positive relationships. Humor and respect in the workplace. Ideally, I think these things are the kind of things social media in the work place can foster. Maybe I’m a grinch but I cringe when I hear ROI in such contexts. Sure, everything should be measured. But the usual ways of measuring things tend to tromp on the very benefits they seek to measure

Insomma il tema è caldo e ci sembra largamente inesplorato. Alcuni mesi fa ci siamo imbattuti nella necessità di individuare dei KPI per i social network che erano inclusi in un progetto che stavamo presentando. E’ stato un lavoro improbo che ha dato pochi risultati, soprattutto in termini di indicatori di tipo qualitativo. Prendiamo il caso Facebook: oltre alla quantità di mi piace/followers, link postati et similia come misurare l’effettiva ricaduta della pagina/profilo pubblico (tralasciamo qui i profili personali che sono tutta un’altra storia) in termini di relazioni, aumento della sensibilità a certi temi, diffusione dell’immagine e del brand?
Per chi volesse approfondire riportiamo due segnalazioni di Mustafa Yucelgen

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