Archivi del mese: giugno 2011

Svezia: la biblioteca scolastica nella nuova legge sull’istruzione

Stamattina (30 giugno 2011) i media svedesi hanno comunicato l’approvazione della nuova legge sull’istruzione contenente una disposizione sull’obbligatorietà della biblioteca scolastica in ogni scuola dal prossimo anno scolastico: è così riconosciuto a ogni allievo il diritto a usufruire dei servizi bibliotecari scolastici, funzionali all’innalzamento della qualità dell’apprendimento.

Annunci

RBE: nuovo portale

La RBE – Rede de Bibliotecas Escolares, la rete portoghese delle biblioteche scolastiche, ha da pochi giorni un nuovo e più funzionale portale accessibile all’URL: http://www.rbe.min-edu.pt/np4/home. Nelle prossime settimane le varie pagine saranno arricchite di informazioni e risorse. Vi è anche un blog disponibile all’URL: http://blogue.rbe.min-edu.pt/

School Libraries in South Africa: International Debate (20-21 giugno 2011)

Il 20 e il 21 giugno, rispettivamente a Johannesburg e Cape Town, si terrà “School Libraries in South africa: International Debate”, un dibattito internazionale sulle biblioteche scolastiche a cui parteciperanno vari esperti con lo scopo di contribuire allo sviluppo delle biblioteche scolastiche in Africa. Parte dei temi verranno poi ripresi nell’Education Summit a Cape Town dal 25 al 27 giugno. Le iniziative sono promosse dall’ONG Equal Education in collaborazione con università ed enti locali.

Net Generation

Don Tapscott è un nome noto a tutti coloro che ruotano attorno al mondo dei nativi digitali e del 2.0. Franco Angeli fa uscire (a un prezzo davvero esorbitante!) la traduzione italiana del suo ultimo libro dedicato alla Net Generation ovvero quelli per cui “Internet è come il frigorifero. Nessuno di loro di mette a studiare i meccanismi del suo funzionamento: lo danno semplicemente per scontato” (p.49). La loro fruizione dei media è completamente diversa: la tv è solo un rumore di fondo e la mail una cosa da vecchi (viva le chat!), la coperta di Linus è il cellulare e “I cellulari di oggi sono come i coltellini svizzeri: assolvono a più funzioni rispetto a quanto previsto dal progetto originario” (p. 58).

Dopo avere smontato molti dei luoghi comuni sulla generazione digitale e internet in generale e avere richiamato l’attenzione sul tema della privacy e dei dati sensibili, nella seconda parte del volume Tapscott delinea le otto caratteristiche di questa generazione:

  1. libertà
  2. personalizzazione
  3. valutazione
  4. integrità
  5. collaborazione
  6. divertimento
  7. velocità
  8. innovazione

Senza entrare nel dettaglio di ciò che Tapscott intenda dietro ognuna di queste voci, se pensate a un servizio di biblioteca, che ne so un OPAC, a quante di queste istanze risponde? E il vostro business è pronto per questo?

Le richieste che la net generation fa al mondo del lavoro cambierà il modo di concepire la pratica lavorativa in modi che al momento ci sembrano impossibili: già oggi, ad esempio, Google, un esempio in questo senso, permette e invoglia i propri dipendenti a dedicare il 20% del proprio orario di lavoro a progetti personali.  Cambierà anche la visione di chi “crede che la Rete sia solo un insieme di pagine finalizzate a dare informazioni, non una piattaforma collaborativa” (p. 124) e i social network e la chat non verranno più proibiti o limitati in ufficio.

L’antico modello di sviluppo del personale-assumere, formare, supervisionare, mantenere-è ormai obsoleto. Il paradigma di lavoro più appropriato […] è il seguente: creare relazioni, coinvolgere, collaborare ed evolversi” (p.146-7).

Un capitolo è dedicato alla net generation come consumatrice che si caratterizza per un comportamento di acquisto che Tapscott definisce ABCDE (anyplace, brand, communication, discovery, experience)

L’ultima parte riguarda il potenziale di cambiamento della società. Scritto prima dell’elezione di Obama e delle rivoluzioni del Nord Africa, dimostra capacità visionaria ma si avverte essere ormai un po’ datato. La divertente conclusione del volume ci conduce alla scoperta e al superamento della tremenda malattia chiamata NetGenofobia.

Il testo di Tapscott è sicuramente un buon testo, più didascalico che geniale e visionario. Per il lettore italiano può essere difficile  da apprezzare per il costante riferimento al mondo Americano, tuttavia si conferma uno dei libri del 2011 che chi si interessa di net generation deve leggere.

Don Tapscott, Net generation, Franco Angeli, 2011, 316p.,39€

Usare Facebook a scuola

Facebook divide la popolazione come non mai tra apocalittici e integrati, quelli che “Facebook per carità” e quelli del “Facebook:  perchè no?”

Un articolo pubblicato su Mashable offre una serie di consigli e spunti per usare Facebook a scuola e dimostrare che non è un’eresia ma uno strumento utile.

Dopo un primo accenno sull’importanza delle social media policy, ancora troppo poco diffuse (It makes sense to have a policy to discourage individual teachers from posting specifics about their students to their personal profiles. But schools should counterbalance such a policy by setting up a Facebook Page to represent the school) l’articolo passa a una serie di spunti pratici con un taglio pragmatico tipicamente americano.

Quello che viene proposto è un’interpretazione di Facebook sotto vari punti di vista:

  • Fb come strumento di connessione con le famiglie che possono rimanere aggiornate praticamente in tempo reale attraverso aggiornamenti di stato, pubblicazione di foto, lancio di annunci, creazione di eventi…
  • Fb come strumento per diffondere la cultura e il modello diffuso dalla scuola condividendo video e foto di eventi che testimonino le peculiarità di quel modello
  • FB come strumento per attrarre personale qualificato (ok visto il sistema di reclutamento italiano questo spunto è più difficile da mettere in pratica)
  • FB come strumento per ascoltare la voce degli utenti e per consolidare comunità di pratica, questo è sicuramente il concetto chiave.
Il tutto senza trascurare di impostare bene la pagina per quanto riguarda la privacy e senza dimenticarsi di curarne la personalizzazione.
In effetti quello che si nota attualmente è proprio una notevole improvvisazione da parte di scuole e biblioteche quando si approcciano agli strumenti social (fatte salve alcune eccezioni, ad esempio l’ottima pagina FB della Biblioteca SalaBorsa di Bologna). Non basta mettersi in vetrina, bisogna elaborare delle strategie e avere chiaro cosa si vuole comunicare. Un utilizzo professionale di strumenti di social network non solo è possibile, ma anche necessario. Per chi vuole approfondire un ottimo strumento agile e economico è la collana “Fare business con i social network” de “Ilsole24ore”.

Il futuro di internet in un contest per bambini (PARADISO)

Scade il 30 giugno la possibilità di partecipare a questa gara di disegno per i bambini europei  dall’asilo alle elementari. Il tema? Come immagini che Internet influenzerà il tuo futuro.  Questo è il progetto PARADISO. Tutte le info sul concorso si trovano qui

Per saperne di più sul progetto http://paradiso-fp7.eu/

Katharina Berg e la IASL premiate per l’impegno per le biblioteche scolastiche

Notevoli riconoscimenti al settore delle biblioteche scolastiche in Brasile: lo scorso 3 giugno in una importante cerimonia, organizzata dal  Consiglio Regionale di Biblioteconomia e svoltasi all’Auditorium del Museo delle Arti di São Paulo (per noi: San Paolo), Katharina Berg, Director Latin America for IASL, è stata premiata per il suo pluriennale e intenso impegno per le biblioteche scolastiche. Nel corso della cerimonia è stato assegnato il Premio “Laura Russo” di Biblioteconomia della Regione di San Paolo (Brasile), giunto alla 10.ed., alla IASL per l’impegno nel settore.  Rallegramenti!

Il premio è intitolato alla bibliotecaria Laura Garcia Moreno Russo che si battè per il riconoscimento della professione e fu la prima presidente dell’Associazione bibliotecaria di San Paolo.