Archivi del mese: Mag 2011

Live blogging: SGEED 2011

In diretta da Polimi seguiamo i lavori della seconda giornata della conferenza sui Serious Games SGEED 2011 nell’ambito del progetto europeo LUDUS

Matteo Uggeri, Politecnico di Milano nel suo intervento “Serious games as a training educational tool: approaches and case studies”  presenta tre casi di studio sviluppati all’interno del Centro METID. Tre casi studio presentati dal Centro METID del Politecnico di Milano

  • University Explorer un gioco per aiutare gli studenti nella scelta dell’università, di cui vi abbiamo già parlato qui e che ora si arricchisce anche di una versione in inglese e di una per esplorare la sede di Milano Bovisa e conoscere le professionalità politecniche
  • Performing Teatro Scienza ovvero promuovere la cultura scientifica attraverso performance teatrali e incursioni comunicative nei vari media. Un esempio di realizzazione è il video che vi riportiamo
  • Week2week ovvero l’orientamento alle professioni attraverso giochi con una forte componente di profilazione psicologica

La voce dell’Ufficio Regionale non ci dice nulla di nuovo ovvero che ancora non siamo pronti (ma sarà poi vero?) e evidenzia alcuni progetti tra cui il progetto per le LIM e scuole 2.0, OLPC… il focus però non può essere solo sulle tecnologie ma sulla motivazione degli insegnati che devono essere coach e motivatori.

Dopo un ottimo coffee break si riparte con Alessandro De Gloria dell’Università di Genova su Games And Learning Alliance (GaLA) un progetto di 4 anni per sviluppare la cultura dei serious games soprattutto tra gli studenti universitari e i dottorandi. I serious games come un nuovo modo di studiare e apprendere. Presenta anche alcuni casi di studio tra cui il Game Ontology Project

David Wortley nel suo intervento su Serious games and business  ci dice che o “games have always been a serious learning tool”, pensiamo al giocare al dottore ad esempio. Sono giochi o esperienze immersive?  la definizione di serious games che pone enfasi sull’aspetto educativo rispetto a quello ludico può essere problematica. Nell’economia dell’attenzione tre sono le parole chiave: attractiveness, accessibility, affordability perchè l’attenzione è un bene critico importante da capitalizzare in un contesto di information overload

Tra i vantaggi degli ambienti immersivi per l’apprendimento ci sono la possibilità di esplorare a prescindere dalla presenza fisica sul luogo e il fatto che si può sperimentare senza correre i rischi reali (molto importante ad esempio nel caso di applicazioni cliniche e militari) Soprattutto però ci permettono, se ben strutturati, di capire i contesti “Immersive visualization help us undestrand and manage our environment” e ci permettono di “make boring issues more relevant and interesting”  (ex http://www.floodsim.com/) and “Make the inaccessible accessible”

Un caso curioso citato dal relatore è che in Windows 7 un’innovazione nell’HELP on line: chiedi a un amico in internet! (innovation in communities); interessante e da considerare nella valutazione dei serious games è anche l’aspetto di innovation in retail services, innovation in interfaces (WII e Guitar Hero ad esempio) e innovation in SMEs (small creative business at the leading edge)

Lucia Pannese (Imaginary) ci parla ancora di serious games and business : si sente il bisogno di giustificarci quando si gioca, ma il gioco affetta la vita e la sopravvivenza, i serious games vogliono “sdoganare” il gioco. Il serious games ad esempio consolida i concetti appresi durante un corso

Sonia Hetzner inizia il suo interessante intervento “From storytelling to storyboarding”  con una breve storia: in un viaggio a Barcellona viene smarrito il suo bagaglio e lei si ritrova dovere stare una settimana senza bagaglio a mano in una Barcellona paralizzata da uno sciopero generale ; lo racconta per dimostrare come le storie connettano empaticamente le persone e difatti ci sta subito simpatica (the power of the story is to connect people” e il loro potere è che ci aiutano a capire i significati profondi delle cose che ci accadono). Lo storytelling è utile per l’apprendimento pechè “brings knowledge to life”

Il progetto cui sta lavorando è   http://www.history-project.eu/ la potenza delle storie per un pubblico di senior (+50 anni)

E il nostro esperimento di live blogging finisce qui ma presto una recensione sul tema serious games

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Cities, Spaces, Libraries (Roma, 26 maggio 2011, ore 9-18)

Ecco un convegno internazionale, in programma al Goethe Institut (Roma, via Savoia 15)  il 26 maggio dalle 9 alle 18,  in cui si parlerà di progetti innovativi (già realizzati o di prossima realizzazione) di costruzione di nuove biblioteche, di restauro/ristrutturazione di biblioteche esistenti o di recupero e rifunzionalizzazione di edifici nati per altri scopi e convertiti in biblioteche.

http://www.goethe.de/ins/it/rom/wis/it7408652v.htm?wt_sc=architettura

Simone e i mostri della notte: app per iPad

Siamo stati lieti di ricevere la proposta di recensione di Simone e i mostri della notte: una app per il nostro iPad affamato di titoli italiani di qualità.

Ci spiace però che probabilmente sarà l’ultima recensione che faremo perchè non saremo teneri 😛

Ma partiamo con le note positive: lode all’intenzione di sviluppare app in italiano, in un mercato ancora estremamente piccolo, per un target che richiede genitori particolarmente attenti.

La storia è quella di Simone, un bambino che, al momento di andare a letto, viene assalito dai tremendi mostri della notte, quelli che ti saltano addosso appena la mamma spegne la luce e che scompaiono appena lei la riaccende (…ma sarà proprio così? Non sveliamo il finale) Storia non originale, narrata in maniera convenzionale, illustrata in maniera discreta.

Sono tante le cose che non vanno. Ci sono due versioni: quella “leggi” e quella “guarda”. Già questa distinzione ci lascia perplesse. In ogni caso la funzione solo lettura non integra nemmeno una funzionalità basica in questo tipo di applicazioni che è quella della lettura registrata della storia,  non sfruttando nessuna delle potenzialità del formato. La domanda è: cui prodest? Ovvero perchè dovrei leggere questa storia su iPad?Allora ci spostiamo alla funzionalità: guarda (?sic). Le opzioni di interattività sono: rumori e piccole animazioni. La scelta dei rumori e delle musiche è assolutamente banale e poco curata, le animazioni sono semplici e questo non è un male di per sè ma nè musica nè animazione aggiungono atmosfera alla storia, anzi le tolgono la capacità immaginifica e di creazione mentale. Sappiamo che non è compito facile creare ebook per bambini e i precedenti di successo si contano davvero sulle dita di una mano, tuttavia il nostro giudizio scivola assolutamente verso il basso per alcune cose che proprio non ci spieghiamo: che senso ha mettere il numero di pagina e con una tale evidenza? Possibile che fosse l’unico modo per navigare la storia? E poi: se è pensata per iPad che è un dispositivo touch dove sono le funzionalità che si attivano toccando lo schermo? Infine contro ogni usabilità la maniera in cui si sfogliano le pagine dove tu clicchi nell’angolo basso della pagina e la pagina si gira a partire dall’angolo in alto (e se clicchi sull’angolo in alto non succede niente); sembra una piccolezza ma datelo in mano a un po’ di persone adulte e bambini e noterete in tutti lo stesso senso di straniamento.

Ma, dulcis in fundo, (non ironico :-)) ci piace la possibilità di personalizzare i nomi della storia, come spesso facciamo narrando ai bimbi. Ma davvero è una delle poche cose che salviamo. Forza che c’è tanto lavoro da fare.

n.b. la replica del produttore è nei commenti a questo post

Qui il sito ufficiale dell’ebook http://www.simone.simiula.com/

Andersen 2011 a Le Letture di biblioragazzi

Post a blog unificati per festeggiare un grande successo che ci riempie di orgoglio: le letture di Biblioragazzi ha vinto l’Andersen 2011. Ecco cosa ne scrive  Caterina a nome di tutti noi:

Oggi è arrivata in redazione la notizia che questo nostro blog(le Letture di Biblioragazzi n.d.r) ha ottenuto uno dei riconoscimenti che il Premio Andersen assegna annualmente per la promozione della lettura e della cultura tra i bambini e i ragazzi, insieme alla motivazione ufficiale:
Per l’idea e la progettazione di un blog dedicato ad adulti e ragazzi.
Per saper consigliare, in modo attento e competente i più importanti libri pubblicati.
Per aver saputo coinvolgere in poco tempo il mondo dei giovani lettori e quello legato alla letteratura per l’infanzia,
sapendo mantenere il contatto diretto con i “luoghi” della lettura
Ci fa piacere condividerla con chi ci legge, insieme a una considerazione che mi è venuta in mente chiacchierando con Gian Maria.
Mi piace pensare che quest’anno il Premio Andersen compie trent’anni e che assegna uno dei riconoscimento a dei trentenni che si occupano di letteratura per ragazzi per passione prima che per professione. Mi fa pensare a trent’anni di letteratura per ragazzi in Italia. Mi fa pensare che noi siamo cresciuti leggendo della buona letteratura; che siamo cresciuti  con buoni libri perché tanti, in anni passati, hanno scommesso sull’editoria per ragazzi e poi sulla promozione della lettura in biblioteca e a scuola. Siamo cresciuti coi mostri selvaggi e coi piccoli giallo e blu, coi castelli di carte di Rodari e Luzzati e i Cipì,con Richard Scarry e cercando Wally, libri smangiucchiati da fratelli e cugini più grandi. Siamo cresciuti ridendo con Roald Dahl appena tradotto che la bibliotecaria metteva sul bancone delle novità, con nonne che ci regalavano gli Junior della Mondadori, ma anche I ragazzi della via Pal e L’isola del tesoro ;-) . Siamo cresciuti tra giardini di mezzanotte, uccelli notturni, stanze numero 13, case dal grande giardino. Abbiamo riso da morire con Prisca Puntoni, parteggiato spudoratamente per Lizzie Bingman e desiderato avere lo spirito d’osservazione di Harriet Welsch. Siamo morti di paura con i vampiri in bianco e nero sbirciati di nascosto prima che Bella diventasse una celebrità. Abbiamo cercato la fine giusta per la nostre storie nei Libri Game, magari barando un po’, sempre desideriosi di un libro quasi senza fine. Abbiamo frugato tra i libri dei nostri fratelli più grandi e abbiamo scovato La storia infinita e La storia fantastica. Abbiamo avuto tra le mani libri di collane come Frontiere e Ex Libris, che ci parlavano di tutto, compreso ciò di cui non sapevamo nulla. Siamo stati parecchio liberi nel frugare tra gli scaffali di casa, quelli delle biblioteche, i banchi delle fumetterie: abbiamo letto cose che non capivamo e che magari abbiamo ripreso più tardi, cose inaspettate, cose così.
Mi piace pensare che il nostro raccontare attraverso i post di un blog dei libri che abbiamo letto, dire la nostra, cercare di consigliare, di riflettere, di proporre, di fare critica sia il prodotto delle nostre letture di ragazzi, di quello che editori ed editor illuminati, bibliotecari e promotori di lettura hanno saputo (e potuto, mi viene da aggiungere dati i tempi odierni) costruire in quegli anni. Una fortuna certo l’abbiamo avuta: molti libri che hanno fatto la storia della letteratura per ragazzi, che vengono letti ancora oggi, che sono fuori catalogo o che felicemente tornano ripubblicati, noi li abbiamo incontrati da giovani lettori. E penso che questo conti qualcosa.

Guest post: Find the future alla NYPL di Francesco Mazzetta

Inauguriamo oggi la rubrica guest post: abbiamo chiesto al collega Francesco Mazzetta della biblioteca di Fiorenzuola d’Arda e grande esperto di gaming (qui il suo blog http://ossessionicontaminazioni.splinder.com )di raccontarci qualcosa sull’iniziativa della New York Public Library Find the future.

Il 20 maggio prossimo, presso la New York Public Library, è organizzato un evento dedicato agli adolescenti: una sorta di caccia al tesoro notturna all’interno della Biblioteca volta a scoprire 100 oggetti al suo interno che hanno ispirato l’umanità e 100 storie che non sono mai state raccontate, il tutto con l’obiettivo di scriverle tutte in un libro che 500 ragazzi e ragazze dovranno scrivere assieme durante la notte.

A corredo di questa originale caccia al tesoro che la sezione del sito della Biblioteca creato per coloro che non potranno recarsi alla NYPL nella notte tra il 20 e il 21 maggio. Qui http://game.nypl.org chiunque, dopo essersi registrato, può inserire la “scoperta” che vorrebbe venisse effettuata nell’imminente futuro, la scoperta che vorrebbe che cambiasse il mondo. Ognuna di queste proposte possono essere votate e mentre si sta scrivendo le 3 più votate sono le seguenti:

1)      Sviluppare una macchina che possa creare per ciascuno la storia “perfetta” in base alle rispettive esperienze e impostazioni neurologiche in modo che ognuno sia ispirato a leggere almeno 12 libri l’anno;

2)      Convertire la sequenza di Fibonacci in una suoneria in grado di scalare le classifiche;

3)      Creare una speciale facoltà interdisciplinare dedicata a creare lauree rivoluzionarie come “neurodesign”…

A partire dal 20 maggio chi si è registrato ed ha inserito la propria “scoperta” dovrà trovare, all’interno della NYPL gli oggetti che corrispondono ai 10 “poteri” proposti tra cui il “leone pensante”, la “fortezza delle nubi” o il “cuore elettrico”. Scoprendo gli oggetti legati ai “poteri” si avrà la capacità di attivare tali poteri ai fini del completamente del gioco.

Francesco Mazzetta

I libri? Spediamoli a scuola! Roma, 4.05.2011

I libri? Spediamoli a scuola! È questo il motto della campagna avviata da Sinnos e condivisa da editori, librerie, istituzioni, docenti, politici ecc. con lo scopo di creare una rete per  dare un supporto all’istituzione delle biblioteche nelle scuole italiane e giungere, possibilmente, a una normativa adeguata a sostegno del libro e della lettura nelle scuole. Una giornata di mobilitazione è indetta per il 4 maggio 2011 a Roma, piazza Montecitorio ore 14-18, con lo scopo di richiamare l’attenzione dei politici e dei media e, allo stesso tempo, di informare e coinvolgere il pubblico comune facendo sì come cittadini responsabili i libri arrivino nelle scuole attraverso le librerie. Maggiori info qui.

BIOS: una Biblioteca In Ogni Scuola!

La Fondazione ENSIL, in collaborazione con la IASL e l’ IFLA SLRC, ha promosso la campagna “ALIESA Library In Every School”, il cui equivalente italiano è “BIOS – una Biblioteca In Ogni Scuola”, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, i media, i politici e gli amministratori riguardo alla stretta correlazione tra qualità dell’apprendimento e qualità dei servizi bibliotecari scolastici e alla necessità che tali servizi siano istituiti in tutte le scuole.  Il pieghevole in italiano è disponibile qui: ALIES-Flyer2011-IT