Dati AIE e Centro per il libro e la lettura

Ieri 17 febbraio conferenza stampa a Roma per commentare gli ultimi dati Aie sulla diffusione della lettura e le attività del Centro per il libro e la lettura per ilepriodo 2010-2012.

Alcune riflessioni tratte dai resoconti letti su Repubblica e La Stampa e dai comunicati stampa (pdf).

Sui dati forniti da AIE nulla di particolarmente sconvolgente: i lettori da più di 12 libri anno sono solo il 6.9% del totale e i lettori si concentrano al Nord.  La spesa mensile è di meno di 5€, meno di 1.50€ per i libri per bambini e ragazzi (0-14 anni); un libro per bambini costa mediamente tra i 10 e i 15 € quindi facendo due calcoli o non si compra molto o le biblioteche per ragazzi lavorano benissimo e prestano tantissimo.

Ma, come scrive Repubblica:

la spesa per acquisto di libri da parte delle bibilioteche pubbliche è scesa dai 65,5 milioni di euro del 2005 ai 48 milioni di euro del 2008 e  ci sono ancora 691 comuni con più di 10 mila abitanti totalmente privi di emeroteche aperte alla popolazione, lasciando senza questo strumento il 21,3 % della popolazione italiana (quasi 13 milioni di persone). Ci sono però biblioteche d’eccellenza che hanno a disposizione oltre 10 mila volumi (3902), mentre le librerie private aperte al pubblico sono 2774.

A parte le librerie private aperte al pubblico (sic!) la fascia debole si rivela essere quella dei ragazzi: il 45% non legge nemmeno un libro al di fuori dei testi scolastici (6-19 anni)

Eccoci allora al programma triennale del Centro per il libro e la lettura che vuole in 10 anni far sì che il 50% degli italiani legga.

Sette i progetti presentati a questo scopo: noi fermeremo l’attenzione solo su due di essi. Il primo programma recita testualmente (dal comunicato stampa maiuscolo compreso)

Programma 1
Non esistono precedenti cui rifarsi per incrementare il numero dei lettori in un paese, di conseguenza, bisogna COSTRUIRE un modello di promozione della lettura su scala provinciale applicabile successivamente a tutto il territorio nazionale. Questo primo programma vuole essere una procedura sperimentale, una sorta di laboratorio di ricerca. Un processo, questo, che si divide in tre anni.
Il primo anno sarà dedicato allo studio e alla scelta del campione, alla costituzione dei gruppi di intervento e ai collegamenti con le varie Università. Il secondo anno prevede l’attuazione delle singole iniziative. Infine, durante il terzo anno si valuteranno gli esiti e si costruirà un modello e si verificherà il funzionamento del modello.
Si lavorerà su tre province (Nord, Centro, Sud), più quelle che volontariamente vorranno partecipare. Non saranno né capoluoghi di provincia né province a dominanza universitaria.
Il focus di questo primo programma è stato individuato nei bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni che corrispondono a 4,7 milioni. I motivi sono semplici: loro sono il futuro, i genitori sono più disposti ad investire per i figli e, inoltre, il mercato per ragazzi e fortemente arretrato. Su questo punto, l’Italia è il fanalino di coda (con il 6%) dopo Spagna e Francia.

Affermazione forte direi: non esistono modelli cui rifarsi? Allora che cosa hanno fatto biblioteche, scuole, fondazioni in questi anni? Tabula rasa… Mi stupisce che siano i genitori a dover investire sui figli e non lo stato a investire sui giovani che sono il futuro, ma tant’è.

Secondo punto:

Programma 2
Il concept di questo programma, che mira a dare al libro un valore socialmente apprezzabile, prevede di donare gratuitamente libri di buona qualità, che gli editori eliminano, alle situazioni più svantaggiate (ospedali, case per anziani, piccole scuole, biblioteche di piccoli centri, carceri…). […]

E così è stato risolto anche il problema dei libri che andavano al macero.  Politica delle collezioni? Eccoci tornati alle donazioni di avanzi di magazzino e bisogna ringraziare perchè si sa un libro è un oggetto sacro e se se ne viene omaggiati non c’è che da esserne contenti.  Resta un mistero come un libro destinato al macero (ci sarà un motivo no?) possa riuscire a dare valore sociale al libro.

Accenniamo solo a un’altra iniziativa prevista per il 23 maggio che invita a regalare un libro a chi si vuole bene, un po’ come succede da anni in Catalogna per la festa di San Jordi (piccolo approfondimento in italiano qui)

Dopo il Passaparola, lo spot di cui vi abbiamo già parlato qui, un’altra iniziativa che conquisterà frotte di lettori.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...