Posts filed under 'Studi e indagini'

Uso dei social media negli USA

Pubblicato l’ultimo rapporto di Pew Internet sull’uso e diffusione delle tecnologie sociali (Twitter et similia) negli USA.

Leggi la press release

Scarica il report completo (pdf)

Add comment Febbraio 21, 2009

Come fanno ricerca i giovani? Il video di ProjectInfoLit

Piaccia o meno già si sapeva…dove si cerca un’informazione per i compiti? E oltre la rete che fonti vengono usate?

Il video è realizzato nell’ambito del Project Information Literacy

Add comment Febbraio 19, 2009

“Amico libro” in Campania (Napoli, 10.11.2008)

Lunedì 10 novembre 2008, a Napoli, si terrà il seminario di studi “Leggere, apprendere e crescere nella biblioteca scolastica”, organizzato dall’Ufficio scolastico regionale per la Campania, in collaborazione con altre istituzioni e associazioni, nell’ambito della campagna regionale “Amico libro”.

NB: due le sedi: di mattina presso l’Università “Federico II”, Facoltà di Ingegneria, P.le Tecchio 80; il pomeriggio presso il PICO, Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza, via Terracina 230.

Per i dettagli vedere il pieghevole.

1 comment Novembre 4, 2008

Aggiornamento bibliografico sulla Net-Generation

Sono recentemente stati diffusi alcuni report che fotografano la situazione della Net Generation:

Buone letture!

Add comment Ottobre 24, 2008

Liber: pubblicati i sondaggi del 2008

Appena pubblicati i sondaggi del 2008 di Liber che ci informano su:

L’elenco dei libri più prestati (anno 2007)
L’elenco delle collane più prestate(anno 2007)

L’elenco dei libri più venduti(anno 2007)
L’elenco delle collane più vendute(anno 2007)

Tutte le informazioni sulle librerie e le biblioteche partecipanti e tutti i risultati sul sito di Liber

Add comment Settembre 1, 2008

Edicola: Journal of Librarianship and Information Science, 40, (3)

Segnaliamo nell’ultimo numero della rivista Journal of Librarianship and Information Science l’articolo Children’s conceptualizations of the word `Information’/ Andrew K. Shenton, Valerie Nesset, Susan Hayter

Journal of Librarianship and Information Science, Vol. 40, No. 3, 151-164 (2008)
DOI: 10.1177/0961000608092551

Although information has become increasingly prevalent in young people’s lives, minimal research has addressed children’s attitudes to the word itself. This paper scrutinizes questionnaire-based data to explore how 45 eight- to ten-year-old Canadians understood the term. `Information’ was often considered to be material that met a need, covered particular territory or was associated with action by an individual. The youngsters identified many features they believed characteristic of `good information’; where these requirements were not met the material was frequently deemed `bad information’. The research findings have implications for teachers and librarians, as well as for researchers investigating children’s information needs.

Add comment Agosto 26, 2008

La biblioteca del futuro: un decalogo danese

La Danish Library Authority si interroga sul futuro della biblioteca per ragazzi e prepara il documento Report on library service in the future

E’ necessario un cambiamento radicale che va progettato secondo 10 comandamenti:

1.New competences create new activities in the library: ovvero imparare a parlare la lingua dei ragazzi e creare conversazioni


A new media landscape, new cultural habits and different demands and expectations require the development of new competences in the library. Library staff must be more visible on the net, facilitate activities in the library and organise meetings and dialogue with users where they actually are.

2.The library space must create surprise and inspiration ovvero l’architettura è importante e bisogna investire in nuovi spazi

We need new concepts for the design of the physical library space. The library must be attractive for children to be, learn and play in.

3.The libraries develop their net services ovvero parlare nuovi linguaggi e essere presenti lì dove sono gli utenti


The libraries create new frames and facilities i.a. by exploiting social technologies and using staff as hosts and resources in virtual networks for children.

4.Children play – in the library ovvero gaming in biblioteca


The library can turn play and play culture into a central area of activity. The library can create space for play, make toys and games available and advise on games and toys.

5.The library gives children reading experiences and reading skills ovvero la lettura non è andata in pensione


The library continues the work on encouraging children’s zest for reading, reading experiences and reading skills.

6.Create assets in new forms of cooperation between school library and public library ovvero creare sinergie tra scuola e biblioteca


Schools and libraries can work more closely together and coordinate services to children. Exploit the various competences of the two library types by doing things together.

7.The library creates community feeling also for those outside ovvero servizi per tutti in biblioteca


The library adapts its services to children with special needs: Handicapped, socially vulnerable and children with ethnic background other than Danish.

8.The library supports learning and cultural development ovvero la biblioteca aiuta a essere creatori di contenuti

The library supports formal and informal learning that enables children to grow and develop competences in coding, creating and exchanging text, sounds and images.

9.The library must reach out to children ovvero la biblioteca fuori di sè


The library reaches out to children and offer services where children actually move around: Kindergartens, day-care centres, schools and associations.

10.The library’s management focuses on children ovvero i bambini al centro


The libraries’ management prioritizes staff, money and time for continuously rethinking, innovating and locally adapting the library’s services to children.

Add comment Agosto 5, 2008

Riapriamo il dibattito sulla next generation

L’autorevole Washington Post riapre il dibattito sulla next generation. Cosa viene dopo la Generazione X? (: What Comes Next After Generation X?)

Questo il titolo dell’articolo in cuji il giornalista Ian Shapira si interroga su questa generazione che non si identifica in nessuna definizione, ma che presenta dei caratteri comuni, o forse no?

No doubt it has always been difficult for generations to accept labels and generalizations. But some in the post-X generation say their puzzlement over their collective identity is more pronounced because their formative experiences have been so splintered. Reared on rapid-fire Internet connections and cheap airline tickets and pressured to obtain multiple academic degrees, many of these young adults grew up with an array of options their parents or older siblings did not have.

“People resist labels more among the millennials because there’s more subcultures,” said Michael Connery, 30, author of the political book “Youth To Power.”

“It’s a fragmented culture in a way that it’s never been. You know how baby boomers ask, ‘Where’s the protest music?’ and lament the lack of youth activities? There is protest music, but it’s so broken up into niche audiences that it doesn’t gain as much traction.”

L’articolo è stato ripreso in Italia dal quotidiano Repubblica (Tutti web, mamma e iPod è la generazione senza nome / Paola Coppola)

Add comment Luglio 7, 2008

Report: lo stato dei videogiochi in Europa

Pubblicato l’ultimo rapporto sullo stato dei videogiochi in Europa,progetto di ricerca, condotto da Nielsen Games per conto di ISFE, disponibile sul sito dell’ISFE

Tra i risultati più interessanti:

  • coloro che videogiocano non lo fanno solo come forma di divertimento e svago, ma anche perchè “stimola l’immaginazione”, “fa pensare”, “tiene il cervello allenato”
  • la maggior parte dei genitori videogioca coi propri figli, videogiocare è visto come un’attività divertente adatta a tutta la famiglia
  • tra i vieogiocatori più giovani (16-19 anni) è diffusa l’abitudine a giocare on line, creando così nuove amicizie e rapporti sociali
  • il PEGI inizia a esserre sempre più diffuso e conosciuto

Add comment Giugno 12, 2008

Leggere 2.0

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Il messagio di Domenico Bogliolo passato su Aib-Cur ci ricorda che è il momento di sfornare un post che avevamo in caldo da un po’.

To read or not to read: a question of national consequence” è un rapporto tecnico di 100 pagine in PDF messo a punto dalla NEA, National Endowment for the Arts di Wahington DC, “azienda autonoma” federale a capitale misto fondata nel 1965, che sostiene e finanzia molto seriamente progetti di eccellenza artistica negli USA.
Il rapporto aggiorna al novembre 2007 un analogo rapporto del 2004 “Reading at risk“, e contiene un’analisi approfondita dei modelli di lettura di bambini, adolescenti, adulti degli Stati Uniti, integrando più di 40 fonti diverse come enti federali, università, fondazioni e associazioni.
L’aspetto qui investigato è la lettura come attività d’ozio e fonte di piacere (entertainment), secondo il principio che le società non si evolvono per dovere o costrizione, ma seguendo il principio del piacere.
I risultati sono, come possiamo tutti immaginare, ampiamente preoccupanti, non solo per i lettori elementari o adolescenti, ma anche per quelli universitari, con un ovvio nesso diretto fra la non-lettura e la non-comprensione. Lo studio termina con un appello a genitori, docenti, bibliotecari, scrittori, editori, politici, imprenditori, economisti e attivisti sociali affinché pongano mano a iniziative di ogni genere per controbilanciare la tendenza alla non-lettura. Il rapporto non propone soluzioni ma dimostra l’assoluta certezza dell’esistenza del problema e pone sul tappeto l’esigenza di cominciare a trovarne soluzioni, pena un inedito e inarrestabile declino non solo culturale ma anche sociale, scientifico, economico e produttivo dell’intero Paese.

Il messaggio rimanda anche alla lettura di un interessante post di quel meraviglioso blog che è Sedic (per chi se la cava con lo spagnolo).

Il commento dà voce a un dubbio che rode anche noi da un po’ di tempo: stiamo guardando la realtà della lettura con occhiali sbagliati? E’ proprio vero che si legge di meno o si legge diverso? La next Generation ha bisogno di una lettura tradizionale o no?

lo primero que me pregunto es si todos nosotros -incluidos los que planean encuestas, analizan datos o redactan informes- no estaremos inmersos en un “paradigma lector” ya superado. [...]

Abunda el informe en que la lectura es esencial para la configuración de una sociedad libre y próspera. La lectura placentera es una actividad irremplazable para el desarrollo de ciudadanos “activos y productivos” y de grupos humanos saludables. Aunque los medios electrónicos puedan también ofrecer beneficios, en ningún caso pueden sustituir el desarrollo intelectual y personal que supone la lectura frecuente.

La vera emergenza nazionale è che i giovani non amano leggere o che non sanno decodificare quello che leggono? Quanto promozione della lettura e information literacy sono collegati?

C’è spazio per entrambe nelle biblioteche; da un lato i ragazzi multitasking non riescono a concentrarsi su un testo lungo e questo non permette loro di amare la lettura, dall’altra parte devono essere versati in nuove abilità che permettano loro di capire, nella pluralità delle offerte informative, qual è rilevante per i loro bisogni.

Quale il ruolo del bibliotecario e delle biblioteche nella vita dei net-geners?

1 comment Febbraio 7, 2008

World Food Day 2007: right to food

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Avviate il 16 scorso iniziative per il World Food Day 2007. In particolare, esperti e operatori sono convenuti da tutto il mondo a Roma, presso la FAO, per seguire i lavori focalizzati sul diritto all’alimentazione. Con l’occasione sono esposti 100 lavori grafici e artistici che saranno poi messi all’asta per finanziare programmi di sviluppo nei paesi che più soffrono il problema della fame e della malnutrizione. Su questi temi è molto ampia l’offerta di pubblicazioni multilingue disponibili al pubblico in sala e anche online, tramite la “Right to Food Virtual Library“, dalle più divulgative alle specialistiche: confermano tutte quanto sia urgente spezzare il circolo vizioso analfabetismo-povertà. I piani di intervento per migliorare, per esempio, le produzioni locali di cereali e legumi o di estrazione e trattamento dell’acqua non possono essere scissi da analoghi piani per l’alfabetizzazione al fine di ridurre la forbice che, contrariamente agli obiettivi fissati, in questi ultimi 5 anni è andata ulteriormente divaricandosi tra paesi “che hanno” (cibo, istruzione, tecnologie ecc.) e gli altri, spesso privi dell’essenziale. 

Add comment Ottobre 18, 2007

I next geners e il social networking

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Da varie liste di discussione apprendo del tam tam suscitato dal report Creating & Connecting: Research and Guidelines on Online Social and Educational Networking (full text in pdf qui)

Lo studio, commissionato da National School Boards Association e condotto da Grunwald Associates LLC, indaga i comportamenti online dei giovani americani.

Ebbene ecco cosa emerge: il 96% quando è on line usa servizi di social networking.

Ma di cosa parlano in chat, su Facebook, nei blog? Musica? Film? Videogiochi? Amore? Macchè…parlano tanto di educazione, apprendimento e dei compiti persino :-0

Ora la domanda è: quando le biblioteche decideranno di offrire i loro servizi (che con questi temi c’azzeccano benissimo) proprio lì dove gli utenti sono? (blog, chat, facebook etc)

“There is no doubt that these online teen hangouts are having a huge influence on how kids today are creatively thinking and behaving,” said Anne L. Bryant, executive director of the National School Boards Association. “The challenge for school boards and educators is that they have to keep pace with how students are using these tools in positive ways and consider how they might incorporate this technology into the school setting.”

Per saperne di più: Comunicato Stampa NSBA

Immagine tratta da: Friends

2 comments Settembre 6, 2007

Il videogioco in Italia

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Quale è la diffusione dei videogiochi in Italia? Chi sa cosa è il PEGI? A queste domande risponde l’indagine Videogamers in Europe 2007.

Condotta nei primi mesi del 2007 da Nielsen per ISFE(Interactive Software Federation of Europe) su un campione di 4000 Europei giocatori abituali tra i 16 e i 39 anni delinea la figura del giocatore in Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Norvegia, Repubblica Ceca, Polonia e Lettonia.

Ecco cosa emerge:

  • la maggior parte degli utenti gioca su console fissa
  • i videogiochi sono visti come un sistema per stimolare la creatività (più che radio o TV)
  • il videogiocatore non se ne sta chiuso ore a giocare maha anche una vita sociale ricca e usa i videogiochi come mezzo per socializzare
  • più di metà del campione sa che c’è un sistema europeo di classificazione dei contenuti dei videogiochi (PEGI ovvero Pan European Game Information) ma pochi conoscono il sito internet http://www.pegi.info/it/index/

L’indagine completa si scarica qui (pdf)

Per approfondire: ISFE: uno studio sui videogiocatori europei (La Stampa, 3/8/2007)

[Via: Videoludica]

1 comment Settembre 3, 2007

Internet sicuro: Tiseiconnesso

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Attraverso l’inchiesta sulla pedopornografia pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica, veniamo a conoscenza del sito Tiseiconnesso creato dal Ministero delle Comunicazioni in collaborazione con Save the children

Il sito è rivolto ai ragazzi che usano la Rete e vuole illustrare i pericoli che ci possono essere in questo contesto, raccogliendo storie e casi reali (storie “ai confini della realtà virtuale”) nonchè le indicazioni su cosa fare se ci si imbatte in un contenuto o in una persona che mette a disagio.

Queste le sezioni: Navigare, Community, Video on line, Videogiochi, Condividi, e-shopping

Una pecca: il rimando al sito sponsorizzato dalla Vodafone; gli studi sull’usabilità dimostrano (Nielsen docet) che i ragazzi cliccano la pubblicità perchè non la distinguono dai contenuti propri del sito

Oltre alle sezioni per ragazzi c’è un’area insegnanti (che si focalizza sulla media education) e un’area per i genitori e un glossario

Immagine tratta dalla sezione download del sito

Add comment Luglio 16, 2007

Biblioragazzi cerca idee…

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Tempo fa, in occasione del compleanno del blog, vi abbiamo parlato di alcune sorprese in cantiere…

Ecco la prima.

Visto il successo della nostra pagina Letti per Voi abbiamo pensato a un blog-figlio che parlerà di letteratura per ragazzi, ma abbiamo bisogno dei vostri suggerimenti!

Non riusciamo a trovare un nome adatto, allora abbiamo pensato di chiedere ai nostri lettori come vorrebbero chiamarlo.

Che nome dare al blog-figlio dedicato alla letteratura per ragazzi?

La caccia è aperta…

Premio? La nostra eterna gratitudine ;-)

Add comment Giugno 30, 2007

Gli standard per la Next Generation

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Appena rilasciati dalla ISTE gli standard per eudcare la Next Generation. Curiosi di dare un’occhiata?

Ecco qui il testo: (pdf) http://www.iste.org/Content/NavigationMenu/NETS/NETS_Refresh_Forum/NETS_for_Students_2007.pdf

6 i punti chiave:

1. Creativity and Innovation
2. Communication and Collaboration
3. Research and Information Fluency
4. Critical Thinking, Problem-Solving & Decision-Making
5. Digital Citizenship
6. Technology Operations and Concepts

Cosa ne pensate?

[Via: Deep Thinking]

Add comment Giugno 28, 2007

Sviluppo del cervello

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Lavorare coi bambini presuppone una conoscenza approfondita delle capacità e degli stadi di sviluppo cognitivo.

Un buon bibliotecario per ragazzi, ma anche un buon insegnante, deve rimanere aggiornato anche sugli ultimi sviluppi nel campo delle neuroscienze.

Riportiamo una interessante notizia battuta dall’Ansa alcuni giorni fa, che riporta i primi risultati di uno studio condotto nel Children’s Hospital di Boston. Da un’analisi delle capacità cognitive di 450 ragazzi tra 6 e 18 anni emerge che il cervello a 12 anni risulta già pienamente sviluppato, dopo tale età la crescita risulta più lenta.

Tuttavia gli stessi autori dello studio avvertono:

Waber cautions, however, that these data are “snapshots” at a single point in time, averaging the performance of a whole population. “We don’t know whether everyone’s performance improves more slowly in adolescence, or whether some children continue to improve while others do not, or whether our standard tests can measure what really changes in adolescence,” she notes. “As we follow these children over time, we will have a better understanding of what happens in adolescence.”

L’articolo che riporta i primi risultati dello studio è stato pubblicato tra gli articoli in press del Journal of the International Neuropsychological Society ed è scaricabile in maniera free.

The NIH MRI study of normal brain development: Performance of a population based sample of healthy children aged 6 to 18 years on a neuropsychological battery DEBORAH P. WABER, CARL DE MOOR, PETER W. FORBES, C. ROBERT ALMLI, KELLY N. BOTTERON, GABRIEL LEONARD, DENISE MILOVAN, TOMAS PAUS, JUDITH RUMSEY and THE BRAIN DEVELOPMENT COOPERATIVE GROUP Journal of the International Neuropsychological Society, Forthcoming article doi: 10.1017/S1355617707070841, Published online by Cambridge University Press 18 May 2007

 

 

 

 

 

1 comment Maggio 29, 2007

19-26 maggio: VI edizione di “Quante storie nella Storia”

Per il sesto anno consecutivo la Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna, la Soprintendenza per i Beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna, l’Assessorato alla cultura della Provincia di Bologna, il Centro di Documentazione della Provincia di Modena e il Gruppo di lavoro sulla didattica dell’A.N.A.I. Sezione Emilia Romagna, promuovo “Quante storie nella Storia”, IV settimana della didattica in archivio.

La settimana della didattica in archivio si propone il duplice scopo di aprire e far conoscere diversi istituti culturali – archivi e biblioteche – sparsi sul territorio regionale anche al pubblico non specialistico e di fare conoscere esperienze di didattica della storia in archivio, che in alcuni casi si propongono a insegnanti e addetti ai lavori da ormai dieci anni.

Programma completo dell’iniziativa

19 maggio: iniziativa “A scoprire la storia!” a Carpi

Add comment Maggio 18, 2007

Rapporto Pew Teens, Privacy and Online Social Networks

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Appena pubblicato il rapporto di Pew Internet & American Life Project dal titolo Teens, Privacy and Online Social Networks: How teens manage their online identities and personal information in the age of MySpace / Amanda Lenhart, Mary Madden

Sono davvero così ingenui i ragazzi su Internet? O usano degli accorgimenti per proteggere la loro vera identità? E questi accorgimenti sono efficaci?

Some 55% of online teens have profiles and most of them restrict access to their profile in some way. Of those with profiles, 66% say their profile is not visible to all internet users. Of those whose profile can be accessed by anyone online, nearly half (46%) say they give at least some false information. Teens post fake information to protect themselves and also to be playful or silly.

Ecco le domande cui tenta di rispondere, con risultati abbastanza inaspettati, questo studio.

Per approfondire: Press release

[Via: Tame the Web]

Add comment Aprile 20, 2007

Internet sicuro: uno studio della Commissione Europea

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La commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla sicurezza dei bambini che navigano in Internet. Safer Internet and online technologies for children

Di particolare interesse la terza sezione del questionario che si concentra sui contenuti generati dagli utenti stessi in Rete

Tutti i dettagli di seguito…

[Via Faife-L] (continua…)

Add comment Aprile 17, 2007

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