Archivi categoria: Nuove tecnologie

Digital Readers Camp

digital-readersInteressati alla lettura e alla sua promozione ai tempi del web? Non dimenticate di dare un’occhiata a questo post  (pubblicato su “Le letture di Biblioragazzi”) riguardo al Digital Readers Camp, svoltosi a Rozzano (MI) il 17 scorso.

Tra cultura informatica e competenze informative: un convegno a Lione (21 e 22 maggio 2013)

vignette-emiconfIl Ministero dell’istruzione francese organizza un convegno nazionale sul rapporto tra l’educazione informatica, l’educazione alla competenza informativa e mediatica e le biblioteche scolastiche, presso l’ENS di Lione nei giorni 21 e 22 maggio 2013.

Programma disponibile all’URL: http://emiconf-2013.ens-lyon.fr/

Alla ricerca del libro nascosto

Un videogioco sui libri, sulla loro fisicità e sulla cultura editoriale quello proposto dagli amici del Portaletture.
Per giocare tutte le info qui 

La convergenza e i libri per ragazzi

Non è proprio un booktrailer ma un’opera liberamente ispirata a , ma lo segnaliamo perchè è fatto bene e porta l’idea della convergenza (avete presente Jenkins?) nella letteratura per ragazzi. Che ne pensate? Non sarebbero le biblioteche un buon posto dove proiettare queste opere e farci nascere dei laboratori?

Il video è ispirato alle illustrazioni di Warja Honegger Lavater ed è stato realizzato come strumento didattico nell’ambito del laboratorio “Astratto ma non troppo” dei Servizi Educativi del Palazzo Delle Esposizioni, destinato a bambini dai tre ai 6 anni.
Si tratta di un cortometraggio di animazione, la cui principale finalità è quella di sperimentare il linguaggio dell’arte astratta nell’ambito del cinema e del video, attraverso una sintesi minimalista delle forme e dei colori che propongono una combinazione vivace e informale nella descrizione dei personaggi e del tracciato narrativo di una celebre favola per bambini.
Il video è proiettato nella sede dei Servizi Educativi di Palazzo Delle Esposizione per tutta la durata della mostra “Guggenheim. L’Avanguardia Americana 1945-1980″, programmata a partire dal 7 febbraio fino al 6 maggio 2012

Bologna ragazzi digital award 2012: and the winner is…

Ecco il vincitore e le tre menzioni speciali della prima edizione del Bologna Ragazzi Digital Award

Come scegliere un ebook per bambini: golden rules nel mondo delle app

Da un po’ di tempo, in uno dei gruppi Facebook che frequento ci troviamo a parlare e discutere di digital publishing e di libri per bambini.
Con l’idea di scriverne anche qui in maniera un po’ più strutturata mi sono posta la fatidica domanda: come si recensisce un ebook, o meglio come si recensisce una app visto che di queste, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta?
Ecco allora un piccolo elenco in parte frutto della sensibilità personale, in parte del confronto con i colleghi, in parte di riferimenti bibliografici presenti in rete. Ogni commento è gradito :-)

Gold rules ovvero app per bambini: alcune cose che so di loro:

Iniziamo con il chiarirci cosa non è un ebook:

  • un semplice libro da colorare
  • la trasposizione digitale di un libro tradizionale con un  po’ di rossetto sul maiale per dire: abbiamo anche noi gli ebook (esempio: Simone e i mostri della notte)

Quali sono le caratteristiche di un buon ebook:

  • aggiunge qualcosa alla narrazione tradizionale
  • permette varie modalità di fruizione alternativa: tra le funzioni che ci devono essere ci sono il leggi ad alta voce con la storia letta da un narratore (e su questo punto dobbiamo spesso insistere per la scelta di BRAVI narratori), leggi da solo che permetta all’adulto di leggere il libro con il bambino, la possibilità di disattivare alcune funzionalità per concentrarsi maggiormente nella lettura (un ottimo esempio: Nosy crow)
  • le animazioni sono funzionali alla storia ma possono anche venire ignorate e non disturbano la comprensione di significato del testo: é un libro, non un film o un videogioco, per lo meno fino ad oggi, anche se ho sempre maggiormente la percezione che siamo alla fase degli incunaboli con necessità mimetiche rispetto al libro tradizionale che non si giusitificano se non con la volontà di dare al lettore un passaggio soft da un mezzo all’altro. Per capire questa affermazione pensiamo ad esempio al gesto di voltare la pagina che non è necessario in un ebook eppure viene emulato in molte app ad esempio  nel mio primo amore di app The Heart and the Bottle ( su questo punto si veda l’insostibuile Roncaglia)
  • non ci si perde mai, è facile sfogliare il libro avanti e indietro o è complesso saltare le pagine e la narrazione assume un percorso troppo rigidamente stabilito?
  • deve lasciare al lettore il controllo finale sulla narrazione cosa che non viene fatta se non parzialmente nelle famose app dei Moonboot Studios (quelli che hanno appena vinto l’oscar con questa app  per intenderci) ma qui  siamo allo stadio successivo dell’ebook
  • e poi quello che per me é la prova del nove: mi viene voglia di rileggerla o una volta è già troppo?
Su questi temi in maniera più strutturata e competente discuteremo sedendoci attorno a un tavolo nel Digital Cafè della Fiera del libro per ragazzi di Bologna, lunedì 19 marzo alle 11.00. Saranno presenti  Giulio Blasi (Horizons Unlimited), Maurizio Caminito (IT insegnante di archivi e librerie), Valentina Mai (Kite Edizioni) e Caterina Ramonda (Biblioragazzi). Vi aspettiamo PAD26 B90!

Agenda: Open Education Week (5-10 marzo 2012)

Si sta svolgendo – sia online, sia in vari eventi organizzati in diverse parti del mondo, gratuiti e aperti a tutti – l’Open Education Week, organizzata dall’Open Courseware Consortium e da una serie di istituzioni aderenti all’iniziativa. Lo scopo è quello di aumentare la consapevolezza riguardo al movimento per l’educazione aperta e al suo effetto sulle attività di insegnamento-apprendimento. Connettersi, collegarsi, creare, condividere sono le parole chiave dell’evento. Maggiori info all’URL: http://www.openeducationweek.org/

Bologna ragazzi digital award 2012 ( e un’anteprima)

Troppo poco pubblicizzato ecco il premio per le app per bambini e ragazzi che si svolgerà alla Fiera del Libro per ragazzi. Stiamo parlando del Bologna Ragazzi Digital Award. 
Per partecipare bisogna iscriversi entro il 29 febbraio secondo quanto indicato nel regolamento 

Se l’iniziativa ci piace molto un non ci piace deve essere dato al piano di comunicazione di questa che è un’importante novità per l’Italia.
Ecco alcuni punti perfettibili:

  • “Il Premio BolognaRagazzi Digital Award è rivolto a apps basate su libri per ragazzi” e rivolte a app per un pubblico dai 2 ai 15 anni. Criteri più fluidi più adatti a libri liquidi: opere così sarebbero escluse perché non basate su libri per ragazzi? 
  • “La giuria del BolognaRagazzi Digital Award è composta da esperti internazionali, attivi nell’ambito dell’editoria digitale e dell’illustrazione”. Chiarezza nei nomi della giuria (e nostro scoop) Ecco la giuria  Warren Buckleitner-Children’s TEch Revue, André Letria-illustratore, Cristina Mussinelli-AIE, Chris Mead-if:book (ottima giuria direi, la storia si fa interessante)
  • Pagina candidature: vuota…

Ultima nota: se leggete il regolamento vi renderete conto di come la trasposizione di un regolamento scritto e pensato per testi cartacei non funzioni se applicato al digitale, risultando poco chiaro in più di un punto.
C’è ancora tempo per ritarare il piano di comunicazione e diffusione del Bologna Ragazzi Digital Awards cui guardiamo con grandi speranze. Siamo davvero curiosi di vedere i vincitori e di sapere quante domande di partecipazione ci saranno state. Per cui, dopo le critiche costruttive, un grosso in bocca al lupo e un plauso agli organizzatori. Vi terremo informati su questo blog.

EMMILE (Milano, 27-29.02.2011): iscrizioni aperte

Sono aperte le iscrizioni al convegno EMMILE in Libraries and Beyond - European Meeting on Media and Information Literacy Education (Milano, Auditorium Regione Lombardia, 27-29.02.2011). È assicurata la traduzione simultanea da/in italiano. L’accesso al convegno è libero, previa registrazione (scad. 10 febbraio 2012).

Ebook: criteri di selezione

Iniziano a uscire anche in lingua italiana i primi ebook per bambini (è di questi giorni la notizia dell’uscita dell’app di Chissà di Kite edizioni) e ci rendiamo conto che siamo poco equipaggiati per sceglierli, testarli e giudicarli. Insomma i criteri di selezione in questo settore sono fluidi e solo la pratica e una certa sensibilità permettono di effettuare scelte accurate. Per questo facciamo nostro questo post segnalato da Silvia (seguitela sul suo nuovissimo e interessantissimo blog Bibliosphera) e creato dai blogger di ALSC

Ecco le regole d’oro che dobbiamo sempre tenere a mente, sono regole di buonsenso ma sembra che quando ci mettiamo a leggere un ebook per bambini subiamo l’effetto wow e dimentichiamo tutti i buoni precetti di costruzione delle collezioni che abbiamo imparato.
Quindi, prima di scaricare, chiediamoci:

  1.  come arricchisce la narrazione? si tratta solo di rossetto sul maiale o davvero le interazioni danno nuovi sensi e percorsi semantici?
  2. disturba la fruizione lineare del testo? (su questo tema consigliato caldamente anche la bibbia italiana sull’e-book: La Quarta rivoluzione di Roncaglia)
  3. favorisce i diversi stili di apprendimento o si concentra solo su uno di essi? punta tutto, ad esempio, sulla vista tralasciando l’udito o sa bilanciare la sua offerta in maniera adattiva?
  4. rispetta i principi di usabilità e navigabilità o usa percorsi non standard e non a misura di bambino? Si può personalizzare e fare propria?
  5. è un’esperienza da ripetere o letto una volta non viene voglia di ripercorrerlo?

Tenete in mente questi consigli, fateli vostri e personalizzateli (e se vi va raccontate le vostre tecniche di scelta) la prossima volta che state per comprare una app. Noi stasera abbiamo comprato The three little pigsNumberlys e abbiamo sbirciato un’altra uscita italiana I fantafavolieri. Presto le nostre impressioni, stay tuned

Digital Literacy: un sito pieno di risorse utili

È on line il nuovo sito governativo statunitense sulla Digital Literacy, pieno di informazioni utili, risorse interessanti e molto altro.

A scuola di Tweet

In 140 caratteri si impara a scrivere e leggere. Questo il progetto delle scuole francesci riunite in Twitclasses. La notizia è riportata dall’edizione odierna de Il corriere della sera  che racconta di questo progetto di apprendimento attraverso Twitter. Pedagogicamente, affermano le insegnanti, i 140 caratteri sono adatti alle esigenze dei bambini e poi

Apprendono presto che la scrittura su carta rimane, mentre sul pc si può cancellare. E questo elimina la colpa dell’errore, dello scrivere male e permette di sperimentare senza paura

In effetti (storie di vita vissuta) a 3 anni si può imparare a scrivere una parola sull’iPad per cercare il video preferito su YouTube, ma per una volta il nostro tecnoentusiasmo fa un passo indietro. Scrivere per Twitter non significa solo scrivere in 140 caratteri ma scrivere con una sintassi diversa.

Per esempio la frase Sul Corriere della Sera di oggi un articolo su Twitter come strumento didattico nelle scuole elementari francesi   sta correttamente nei 140 caratteri, ma chi ha un po’ di dimestichezza con i cinguettii sa che la frase redatta in twittese potrebbe suonare come  Twitter come strumento didattico nelle scuole elementari in #francia #newliteracies #Corriereit http://bit.ly/xkdezs

Cosa stanno insegnando queste maestre quindi? Certo non a scrivere con un nuovo media nel linguaggio che usa, nella migliore delle ipotesi stanno insegnando a scrivere brevi frasi e lo fanno facendole scrivere su un quaderno (ok, va bene dovranno pure imparare a tenere la penna in mano) e poi proiettandole su uno schermo.

Non dubito delle buone intenzioni degli insegnanti (e come è fastidioso nell’articolo leggere più volte “giovane maestra”, come se solo i cd gggiovani potessero avere a che fare con le tecnologie) ma si tratta di un uso improprio dello strumento che davvero non credo possa portare un reale beneficio pedagogico o didattico. E voi che ne pensate?

Autoprestito per bambini

Un bruco Mangialibri alla biblioteca di Mortara! Perchè i bambini giocano a fare il bibliotecario.

Ecco un video e ulteriori info qui

57° Congresso AIB

È iniziato a Roma il 57° Congresso Nazionale dell’AIB. Nella giornata odierna, aperta con l’intervento, puntuale e molto apprezzato, del presidente Stefano Parise, si è parlato tanto di e-book, digital lending, diritto d’autore e vari aspetti del DRM (Digital Rights Management), social reading.

Come massimizzare i post di Facebook per attirare più utenti

Uno di quei piccoli grandi cambiamenti di Facebook sta avvenendo in questi giorni sulle pagine.
Non è più necessario prima cliccare sul Mi piace della pagina ma anche i non fans possono scrivere, commentare, pubblicare elementi. Questo cambiamento passato un po’ sotto silenzio non è di poco conto.  Significa spostare il focus da una manifestazione di interesse generico a una attenzione puntuale sui singoli contenuti, nel tentativo di fare emergere il meglio dallo streaming a prescindere dalla popolarità.
Grazie a Mari Smith per averci permesso di scoprire questa funzionalità e per avere scritto un illuminante articolo su come incrementare la condivisione sui contenuti che vi riassumiamo qui di seguito:

  • immagini, immagini e ancora immagini. Sono questi i contenuti che permettono di agganciare tanti utenti in poco tempo. Ovviamente devono essere fatte bene e, possibilmente, divertenti (magari come questa) Avete bisogno ancora di qualche input per pensare seriamente a usare le infografiche?
  • scrivere info brevi e rilevanti: secondo uno studio di BuddyMedia la regola aurea è 80 caratteri
  • usare poco la prima persona singolare. Se è indubbio che è amata perchè permette di instaurare un rapporto diretto, per il nostro obiettivo (aumentare l’interazione sulla pagina) può essere un deterrente. Infatti un’informazione di tono neutro si condivide più facilmente di una personalistica.  Via libera invece alla prima persona singolare nei commenti
  • includere una call for action: ricorda sharing is caring!
  • scrivere contenuti interessanti, non rilanciare notizie già saturate dalle rete. Un esempio di contenuto che genera traffico e condivisione è quello sui commenti alle nuove funzionalità dei social network o sui tips and tricks per usarli al meglio…come il nostro post? :-)

[via: Mari Smith...in the Media]

THe iNCIPIT

Un bel progetto di crowdsourcing narrativo. Si tratta di THe iNCIPIT, una start-up tutta italiana.

Hai mai voluto cambiare il finale di una storia? Impersonare il protagonista? THe iNCIPIT è un gioco, il primo esperimento web italiano a metà tra narrativa e social network.

Il fine è quello di creare una community on line con il fine di creare storie in modo collaborativo. Il funzionamento è semplice i gestori postano l’incipit della storia e gli utenti registrati al sito possono:

  • sostituire una parola all’interno della storia (per i non troppo timidi)
  • votare le modifiche apportati da altri sul sito o sulla pagina Facebook (per utenti timidini)
  • interagire con autori e community per creare una storia collaborativa (e creare una comunità di scrittura collaborativa)
Il sito è aperto a vari livelli di collaborazione, candidatevi qui 

[Via:Ninjamarketing]

Un corso sui booktrailer

Partirà a Novembre il corso teorico pratico sui booktrailer in collaborazione con la Fondazione Mondadori. Programma, info sui corsi, costi e altre info qui 

Biblioteche per ragazzi, e-book, learning object e ammenicoli 2.0: un gruppo Facebook

A chi interessa il mondo 2.0 che ruota attorno alla letteratura per ragazzi segnaliamo un bel gruppo Facebook: MLOL-Ragazzi, nato per iniziativa di Giulio Blasi e altri amici. Da oggi è pubblico so…join the conversation! Please feel free to share :-)

Social network e ROI

Ok siamo su Facebook, Linkedin, Twitter, ma…chi paga? Ovvero l’annoso tema del ROI (return of investment) nei social network. Se è vero che gli strumenti del web 2.0 sono per lo più gratuiti starci dietro, elaborare una politica di comunicazione richiede risorse soprattutto in termini di tempo per la pubblicazione e per essere sempre aggiornati. Così si sta avvertendo sempre di più il problema di trovare degli indicatori (KPI=key performance indicators) per misurare la validità dell’investimento. Insomma da più parti anche nella PA c’è la sensazione che investire sui social network abbia delle ricadute positive: c’è modo di misurarle (e ha senso farlo?)
Partiamo da una discussione sull’interessante gruppo Linkedin (gruppo chiuso purtroppo) E-learning 2.0 che vi riporto per sommi capi.

Abelinna Anderson • For Social Media, we need a different kind of ROI calculation which is not there in Mainstream media-it will be a sort of “Cumulative ROI” -instead “Instant ROI” ovvero gli investimenti si vedono nel lungo periodo.
Inoltre secondo Lynda Williams • How do you do ROI for morale and diffusion of innovation? For positive relationships. Humor and respect in the workplace. Ideally, I think these things are the kind of things social media in the work place can foster. Maybe I’m a grinch but I cringe when I hear ROI in such contexts. Sure, everything should be measured. But the usual ways of measuring things tend to tromp on the very benefits they seek to measure

Insomma il tema è caldo e ci sembra largamente inesplorato. Alcuni mesi fa ci siamo imbattuti nella necessità di individuare dei KPI per i social network che erano inclusi in un progetto che stavamo presentando. E’ stato un lavoro improbo che ha dato pochi risultati, soprattutto in termini di indicatori di tipo qualitativo. Prendiamo il caso Facebook: oltre alla quantità di mi piace/followers, link postati et similia come misurare l’effettiva ricaduta della pagina/profilo pubblico (tralasciamo qui i profili personali che sono tutta un’altra storia) in termini di relazioni, aumento della sensibilità a certi temi, diffusione dell’immagine e del brand?
Per chi volesse approfondire riportiamo due segnalazioni di Mustafa Yucelgen

Appena scoperto

E’ vero: latitiamo dal blog da tanto tempo, ma le cose si evolvono, le persone cambiano (alle volte anche lavoro e magari non lavorano più in biblioteca) e magari anche i media cambiano (e a tal proposito facciamo nostra questa riflessione di Luca Conti). Ma Biblioragazzi è una creatura che abbiamo nel cuore e alla quale ci piacerebbe affidare pensieri un po’ più strutturati (non sapete quanti articoli abbiamo in bozze qui su wordpress!) o anche semplici segnalazioni.
Come la piacevole sorpresa di oggi: un progetto editoriale 2.0 di cui vi daremo conto anche nel blog figlio appena leggeremo il libro. E siccome sapete che abbiamo un debole per i booktrailer eccovi lo spassosissimo Cenerontolo realizzato con la tecnica motion typography.
Davide Nonino è uno da tenere d’occhio nel suo blog Parole Appiccicate